Un libro che raccoglie sei testi di cui 5 racconti e concluso dalla trascrizione del memorabile discorso fatto dall’autore il 21 maggio 2005 alla consegna delle lauree al Kenyon College.

Andiamo per ordine. 5 racconti ed è davvero difficile riuscire ad immaginare che siano pensati dallo stesso ingegno e scritti dalla stessa mano. Si incomincia dal magistrale “Solomon Silverfish”: una storia d’amore che riesce ad essere contemporaneamente romantica, ironica, comica, grottesca e commovente e molto altro ancora. La descrizione dell’amore di Solomon Silverfish per sua moglie Sophie è una vetta della letteratura contemporanea.

Altri racconti sono più complessi, insoliti e spiazzanti. E’ il caso di “Crollo del ‘69” pubblicato nel 1989 su di una rivista che ospitava solamente letteratura sperimentale. Sono passati più di 20 anni ma a me sembra sperimentale ancora oggi.

C’è infine il testo che dà il titolo al libro e che come ho detto è un discorso che Wallace fece ai laureandi del Kenyon College.

Meno di 13 pagine nelle quali Wallace scava tra la banalità delle azioni quotidiane della nostra vita e vi trova, perla sublime, la vetta della nostra umanità. Mi commuove ogni volta che lo leggo per la capacità che hanno quelle parole di leggere dentro me stesso. Una capacità che è solo dei testi che restano per sempre.

David Foster Wallace – Questa è l’acqua – Einaudi

di Marco E. Tirelli