Dopo una giornata (la prima ma non l’ultima) in via Tortona, ecco oggetti e progetti che mi hanno maggiormente colpito sotto vari aspetti che tenevo molto a condividere con voi!

Spazio START!, via Tortona.

Un insolito remake della famosa poltrona di Gaetano Pesce, la UP5 per B&B. Paolo Gentile vuole omaggiare quest’icona del design aggiungendovi una nota ironica guardando all’eco-sostenibilità; infatti lo scopo della Drydesign è quello di cercare di reinventare i materiali poveri conferendogli nuovo valore etico ed estetico. La poltrona Gaetana è stata realizzata in pannelli di cartone alveolari… ed è anche comoda, credetemi!

Paolo Gentile, Italia. "Gaetana"

Paolo Gentile, Italia. Il designer e la sua creazione

Design in Progress, via Tortona 20.

Nello stand di Controprogetto di Alessia Zema e Valeria Cifarelli la parola d’ordine è riciclo! Alessia ci tiene a porre l’ accento sulla differenza tra ready made e riciclo: mentre nel primo l’oggetto mantiene la sua vecchia identità, nel secondo si innesca un processo di scomposizione e ricomposizione del materiale di base e non dell’oggetto in sè. Tutti gli oggetti dello stand sono stati realizzati a mano e con avanzi di materiale industriale e non, per questo sono oggetti unici al mondo, sono oggetti rinati!

Alessia Zema e Valeria Cifarelli. Stand di "Controprogetto"

Alessia Zema e Valeria Cifarelli, Italia

Superstudio Più Temporary Museum for New Design, via Tortona.

Nel giardino di Superstudio Più sono state esposte delle originali chaise longue interamente in legno, dalle forme sinuose. La sorpresa è che i fori sono predisposti per accogliere altri due pezzi della collezione!

Karim Rashid, Egitto. Chaise Longue per Punkalive

Karim Rashid, Egitto

Superstudio Più Temporary Museum for New Design, via Tortona.

Ecco l’accogliente e avvolgente installazione di Canon. Un grande schermo proietta a ripetizione immagini creando uno scenario in movimento di luci e colori.

Stand Canon

Superstudio Più Temporary Museum for New Design, via Tortona.

Lo stand Mini propone un’impressionante schema di equilibri: le auto sono sospese sopra le nostre teste… “adesso crollano… adesso crollano… adesso crollano”… niente paura! Resistentissimi cavi d’acciaio discendono da una gru per contrastare la forza di gravità! Impressionante starci sotto!

Stand Mini

Spazio T35, via Tortona 35.

Percorro il lungo corridoio di Spazio T35 tra baroccheggianti sedute in plastica colorata, quando alla fine del tunnel vedo un’astronave… a no… è un pianoforte! Si chiama Whaletone, un nome che richiama alla mente la forma sinuosa della balena (whale) e della musica (tone). Tra linee armoniche e armonie in linea lascio a voi il commento di questa immagine di tecnologia classica.

Robert Majkut, Polonia. "Whaletone"

Spazio T35, via Tortona 35.

Lasciandoci alle spalle le curve di Whaletone ci imbattiamo negli spigoli di KREATON di NTT Design. Il designer Sergio Nava propone un gioco di luci, e non in senso lato, ma una vera e propria lampada da tavolo modulare composta da brick di policarbonato che è possibile scomporre e ricomporre a proprio piacimento in un vortice di simpatiche forme. I mattoncini colorati trasparenti avvolgono la lampadina così da creare un’atmosfera ricca di colori e forme sempre diversi.

Sergio Nava, Italia. La mela in brick verdi

Sergio Nava, Italia. Il cuore in brick rossi

Alice Muraglia