Delicata struttura in legno che va a comporre un’architettura su un’architettura portando tutto il rispetto alle arcate, colonne e rilievi scolpiti sulla Cà Grande.
Credo sia assolutamente “contemporaneo” e di grande importanza ciò che sta dietro a questa struttura, il lavoro di questa equipe di pompieri che ci vuole riportare alla memoria la sciagura dell’Aquila e di conseguenza il terremoto in Giappone.”E’ nel presente che ci collochiamo e che si colloca la nostra azione ” scrive Marco Tirelli e con il progetto di De Lucchi si vuole ripuntare l’attenzione su questi fatti (in particolare l’Aquila) e riportare in quella direzione gli investimenti finanziari.
Impressionante quello che afferma De Lucchi e che sta alla base di questo lavoro: “Quando ho visitato L’Aquila dopo il terremoto, mentre camminavo per le vie distrutte, in quel silenzio attonito, ho visto una traccia di bellezza. Tra le crepe che ferivano gli edifici storici, i pompieri avevano costruito delle strutture in legno di recupero che si inserivano con perfetta armonia. La sorpresa di trovare tanta delicatezza in un’opera creata in una situazione di emergenza meritava di essere raccontata a tutti. Il legno più povero, quello del cantiere, quello non pregiato che è passato per le mani della gente, creava bellissime composizioni, solidi sostegni e allo stesso tempo decorazioni da contemplare. Con quello stesso legno che usano i pompieri nei momenti di emergenza ho disegnato strutture decorative per gli archi dell’università degli Studi di Milano, architettura perfetta che è patrimonio della città, che tutti abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, che guardiamo ma non vediamo. Il lavoro di questi pompieri, considerato solo tecnico, sarà guardato per la prima volta con stupore anche a Milano, sotto gli archi della Statale.”

di Francesca Jochman