Ora sono a casa, davanti al mio computer, con la pagina di Chometemporary aperta davanti a me e ripenso ai giorni passati correndo a destra e a sinistra, su giù per le strade di Milano cercando di vedere il più possibile di questa edizione del Salone del Mobile. Dentro di me sapevo che sarebbe stata un’impresa quasi impossibile, ma la mia voglia di design e di novità non hanno voluto sentire ragioni.

Percorro le strade della città in fermento, un fermento indescrivibile a chi non l’ha mai vissuto, e ad ogni angolo trovo qualcuno che parla di ecologia, sostenibilità e mi chiedo se veramente quello che promette il design del futuro sia un mondo più green, più attento verso l’ambiente e più responsabile. Sicuramente qualcuno prova ad essere coerente con questi ideali, coloro che intraprendono la strada del riciclo, dell’artigianato, ma tuttavia comprendo la difficoltà di questa linea di pensiero che non tutti, soprattutto le grandi aziende, possono seguire.

Infine mi sono fatta un’idea di questo design contemporaneo.

La forma del design contemporaneo ha l’aspetto della natura, non solo intesa come materiale o come la semplice forma della foglia, ma come imitazione dei processi del mondo naturale. Come la foresta sa fornire ad ogni suo abitante ciò di cui ha bisogno in maniera specifica, così il design mira a soddisfare specifiche necessità e crearne altre per la sua impronta economica.

I materiali del design contemporaneo sono molto vari. Una grande tendenza, dopo l’era della plastica, è rivolta alla lavorazione del legno ed in particolare noto una grande riscoperta dell’artigianato. I processi di produzione sono importanti per chi ha a cuore l’ambiente e le future generazioni.

I concept del design contemporaneo si ispirano al comfort delle forme ma soprattutto alla versatilità delle strutture, di come queste possano risultare efficienti se utilizzate da diversi individui o poste in diversi ambienti. Un tentativo di democraticità, non tanto sul versante economico ma su quello di utilizzo.

Spero con tutto il cuore che coloro che già seguono questa linea siano sempre di più e che si intraprendano sempre più opere di sensibilizzazione presso la popolazione del mondo intero.

Cosa mi è rimasto di questo Salone del Mobile? Un cuore GREEN

I 10 pezzi di design che mi rimarranno nel cuore.

Karim Rashid, Egiziano. Superstudio Temporery Museum for New Design

Tylka&Nawoj, Polonia. "Coffee Bench". Salone Satellite

Ori Sonnenschein. "Solskin Peels". Venturi-Lambrate

Pedro Paulo e Santoro Franco, Brasile. "Kaos". Salone Satellite

Mitch Steinmetz, USA. "Remembrance". Salone Satellite

Jan Plechac, Repubblica Ceca. Collezione "Icon"

Pierre Brichet, Francia. "Baskets"

Maria Westerberg, Svezia. "Puffy, Tied & Tired". Esposizione "Swedish love stories", Superstudio

Kenneth Cobonpue, Filippine. Esposizione Spazio SuperstudioPiù

Alice Muraglia