Dalle pagine dei discorsi di Martin Luther King emerge un pensiero illuminato dalla dottrina cristiana dell’amore operante attraverso la non-violenza. La speranza non è rassegnazione o attesa passiva, ma una forza concreta di rinnovamento e di riscatto, tesa a sconfiggere pessimismo e spirito di rinuncia.

Di seguito vi proponiamo la parabola della mezzanotte, tratta dal libro  “La forza di amare”, uno spunto di riflessione di straordinaria contemporaneità.  Parole che dopo quasi 50 anni chiamano le nostre vite a responsabilità. Se da una parte infatti illuminano di nuova luce i nostri quotidiani lamenti sulla durezza e sul vuoto valoriale del tempo che viviamo, d’altra parte raccontano però anche di un mancato cambiamento che avremmo auspicato.


Chi di voi che ha un amico andrà da lui a mezzanotte e gli dirà: “Amico, prestami tre pani, perché un mio amico è arrivato da un viaggio ed io non ho nulla da offrirgli”? (Luca 11, 5-6)

Sebbene questa parabola tratti della potenza di una insistente preghiera può anche servire come base per la nostra riflessione su molti problemi contemporanei e sulla parte della Chiesa nell’affrontarli, È mezzanotte nella parabola; e mezzanotte anche nel nostro mondo, e la tenebra è così profonda che a stento noi possiamo scorgere la via da seguire.

È mezzanotte nell’ordine sociale. All’orizzonte internazionale, le nazioni sono impegnate in una colossale ed aspra disputa per la supremazia. Due guerre mondiali sono state combattute in una generazione, e le nubi di una nuova guerra incombono pericolosamente basse. L’uomo ha ora armi atomiche e nucleari che potrebbero in pochi secondi distruggere le maggiori città del mondo: eppure la corsa agli armamenti continua e gli esperimenti nucleari ancora esplodono nell’atmosfera, con la spaventosa prospettiva che l’aria stessa che respiriamo venga inquinata dalle scorie radioattive.

Quando, nel passato, ci siamo trovati di fronte alla mezzanotte nell’ordine sociale, siamo ricorsi per aiuto alla scienza. Nessuna meraviglia! In tante occasioni la scienza ci ha salvati. Quando eravamo nella mezzanotte della limitazione fisica e della mancanza di conforto materiale, la scienza ci sollevò al chiaro mattino dell’agiatezza fisica e materiale. Quando eravamo nella mezzanotte di una paralizzante ignoranza e superstizione, la scienza ci portò all’alba della mente libera e aperta. Quando eravamo nella mezzanotte di terribili contagi e malattie, la scienza, ci ha introdotti nel giorno chiaro della salute fisica, prolungando così la nostra vita e favorendo maggiore sicurezza e benessere fisico.

La mezzanotte nella vita esteriore collettiva dell’uomo ha come suo parallelo la mezzanotte nella sua vita interiore individuale. È mezzanotte nell’ordine psicologico. Dappertutto, paralizzanti timori tormentano e incalzano la gente giorno e notte. Dense nubi di ansietà e di depressione sono sospese nei nostri cieli mentali. Sono emozionalmente sconvolte molte più persone al giorno d’oggi che in ogni altro tempo della storia umana.

È mezzanotte anche nell’ordine morale. A mezzanotte i colori perdono i loro caratteri distintivi e divengono una cupa ombra di grigio. I principi morali hanno perso i loro caratteri distintivi: per l’uomo moderno, assoluta ragione e assoluto torto dipendono da ciò che fa la maggioranza. Giusto ed ingiusto sono relativi ai gusti, alle antipatie ed ai costumi di una particolare comunità. Noi abbiamo inconsciamente applicato la teoria della relatività di Einstein, che propriamente descriveva l’universo fisico, al campo morale ed etico. Mezzanotte è l’ora in cui gli uomini disperatamente cercano di obbedire all’undicesimo comandamento, «Non farti cogliere». Secondo l’etica di mezzanotte, il peccato cardinale è lasciarsi cogliere e la virtù cardinale è cavarsi d’impiccio. Va bene mentire, ma si deve mentire con vera finezza; va bene rubare, se uno è di grado così elevato che, qualora sia colto, l’accusa diviene concussione, non ladrocinio. È lecito anche odiare, se uno riveste il suo odio delle vesti dell’amore, così che odiare sembri amare. Il concetto darwiniano della sopravvivenza dei più adatti è stato sostituito da una filosofia della sopravvivenza del più furbo. Questa mentalità ha prodotto un tragico rovesciamento delle norme morali, e la mezzanotte della degenerazione morale si fa più profonda.

Come nella parabola, così nel nostro mondo, la profonda oscurità della mezzanotte è interrotta dal suono di un colpo battuto alla porta.

Martin Luther King, La forza di amare (1964), SEI, Torino 1967, pp. 91-94