Donne amate, donne conosciute, donne incontrate, uomini celebri e valorosi: protagonisti di storie e leggende, sono stati elaborati, trasformati, sfigurati, composti e ricomposti dagli artisti, nel corso dei secoli. Nei ritratti e negli autoritratti di ieri e di oggi riscopriamo il piacere della fascinazione, ma ciò che realmente ci seduce è la bellezza di quell’anima fissata nel tempo che si mostra e si cela; che nell’artista e il “suo doppio” diviene la “costante comparsa e scomparsa dell’io”.

Così Francesco Clemente, fra i protagonisti del movimento contemporaneo della Transavanguardia, collega e amico di Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat, si confronta con l’autoritratto e con la figurazione, presentando i suoi nuovi lavori presso la Galleria Lorcan O’Neill di Roma, dal 27 maggio al 27 giugno 2011.

Clemente e’ un maestro nella difficile e immediata tecnica dell’acquarello e i lavori esposti possiedono una lucente freschezza soffusa alla profondita’ dei loro sguardi. Sono tutti autoritratti, anche se molti possono non sembrarlo, tale e’ la varieta’ delle loro forme. Clemente ha ritratto se stesso come un gufo, un coniglio, una mosca; in altri, mostra il suo alter-ego, diviso a meta’ tra femminino e mascolino; in altri ancora, dipinge cio’ che sembra essere l’ombra del suo spirito di fronte a lui. In alcuni di essi, realizzati con bellissimi colori tenui, l’artista e’ visibilmente riconoscibile mentre tiene in mano una carta da gioco, un limone di Amalfi, dove la maggior parte di questi lavori sono stati eseguiti la scorsa estate.
Clemente che ora vive a New York – nonostante la sua famiglia sia di Napoli e lui sia cresciuto a Roma – si e’ sempre dedicato agli autoritratti. Essi rappresentano la via per mettere in dubbio ed esplorare la sua realta’, per guardare i suoi tratti e attraverso essi arrivare all’anima. E’ una poetica ricerca della verita’ che e’ stata da sempre caratteristica del suo lavoro. Questa serie di acquarelli, calma e intensa, e’ una summa particolarmente commovente della sua ricerca fino ad oggi.

Ma la sorpresa della mostra – e certamente l’opera piu’ grande – e’ l’immagine dinamica che Clemente ha realizzato di una partita di calcio vista dall’alto da Gesu’, Krishna, Buddha, Vishnu e la Vergine Maria. Pantheon e’ una pittura maestosa, ricca di drammaticita’, energia ed equilibrio.

Il regista Bernardo Bertolucci, e Norman Rosenthal della Royal Academy di Londra, hanno contribuito con un testo al catalogo completo delle opere esposte, pubblicato in occasione della mostra.