Non è il cemento, non è il legno, non è la pietra, non è l’acciaio, non l’alluminio, non la ceramica, non è il vetro sono le materie prime più durevoli: ma l’arte, nel costruire è la materia prima più durevole, è sempre la materia prima. L’uomo le cose senz’arte, sieno in pietra, in acciaio, in cemento, in legno, le abbandona al Tempo, ed esse decadono, divengono rudere e rottame: le cose d’arte, la poesia, l’architettura più fragile durano di più perchè l’uomo le conserva, le ripara, le restaura, le aggiusta, non le vuole perdere. (…)”

Così diceva l’architetto e designer milanese Gio Ponti. Al suo genio instancabile è dedicata la grande mostra allestita in Triennale fino a luglio. Attraverso schizzi e disegni, dipinti e sculture, ceramiche e maioliche, mobili e modelli di studio, si ricostruisce il ruolo fondamentale di Ponti, autore di edifici come il Grattacielo Pirelli, direttore creativo della società Richard Ginori e creatore della rivista Domus.

L’esposizione è un viaggio nel ricco e complesso universo di un indiscusso Maestro novecentesco.