C’era una volta…

Mia nonna è nata nel 1931. Ha sempre vissuto a Milano, ha frequentato le scuole elementari ed ha iniziato a lavorare come sarta a 10 anni. Oggi mia nonna ha 80 anni e da quasi 60 è la moglie, la madre e la casalinga perfetta.

Mia nonna ama leggere. Non ha mai letto molto da giovane perché doveva lavorare, occuparsi della casa, dei figli; alla fine della giornata era troppo stanca e non riusciva a concentrarsi per più di 10 minuti. Dice che ha iniziato a leggere davvero soltanto all’età della pensione. Oggi legge prima di andare a dormire, o nel pomeriggio (e anche sulla filovia, se il libro è piccolo e non ingombrante).

Quanti libri leggi in un anno? Eh, rispetto ad una volta abbastanza. Non ti saprei dire, più o meno uno ogni due mesi. Ma libri anche piuttosto lunghi. (Qui una nota d’orgoglio)

Da giovane non leggevi? Non ti piaceva? No, leggere mi è sempre piaciuto, ma da bambina o studiavo o lavoravo e davo una mano in casa. Da ragazza avrei avuto più tempo, ma magari andavo a ballare o uscivo col moroso.

E da sposata? Ah! Peggio che andar di notte. Tra il lavoro e i bambini… Ero troppo stanca, non che non volessi farlo.

Cosa ti piace dei libri? Mi fanno rilassare. Sai, più sono stanca, meno dormo. (Ride) Quindi leggo. Ma se ho dei pensieri non riesco a concentrarmi.

Quali libri preferisci? Mi piacciono molto i gialli, quelli di Agatha Christie li ho letti tutti. Mi piacciono anche i romanzi d’amore o quelli storici. Sai, io non ho studiato la storia, non la so bene.

Cosa stai leggendo adesso? (Pausa, non si ricorda il titolo) Ah sì, “La paziente inglese” di P.D. James. Non so se lo pronuncio giusto. (Lo pronuncia giusto)

Consigliami dei libri. Quale libro dovrebbero aver letto tutti secondo te? Bella domanda, non saprei. Ad esempio l’altro giorno ero al parco col nonno e gli ho raccontato tutto un libro; era un libro un po’ particolare, strano. Parlava delle manere, che poi sono le scuri. Io non lo sapevo, l’ho imparato leggendo il libro. (Si riferisce a “Il canto delle manere” di M. Corona) Un altro libro che mi è piaciuto moltissimo parla di una bambina a cui si è ustionato il viso; alla bambina piaceva tanto ballare. Si chiama “La danzatrice bambina” (di A. Flacco). A volte dimentico i titoli. Però un libro che mi è piaciuto veramente tanto è stato “Il cacciatore di aquiloni” (di K. Hosseini), mi ha proprio commossa. E più un libro mi piace, più lo leggo in fretta.

Con che criterio scegli i libri? Sai, qui ce li prestiamo, ce li scambiamo. (Si riferisce alle vicine) Oppure se le interviste agli scrittori e le recensioni che sento alla tv mi invogliano, li compro.

Ma quindi quando ti è nata la passione per la lettura? Ce l’ho sempre avuta, ma per leggere dipende uno che vita ha. Anche studiare mi piaceva, ma dopo che ero tornata da scuola dovevo cucire e pulire la casa. Era faticoso… Oppure sono io che non mi sono impegnata tanto. Se nasco un’altra volta voglio avere più cultura.

Sento dei rumori. E’ il nonno che si è svegliato, mi dice. Quindi ora deve andare. Ma prima di attaccare la cornetta mi chiede: -Ti ricordi quando ti leggevo le fiabe?- Sì, mi ricordo. E ricordo anche che quando avevo 9 anni mi regalasti un’enorme scatola piena di libri; il biglietto diceva “Cibo per la mente”.

di Claudia Oldani