La globale e contingente crisi economica, affiancata dalle bolle speculative, ha pesantemente colpito l’edilizia. Un mercato quello dell’edilizia che ha visto prevalere un modello legato ad una forte speculazione. Un modello imprenditoriale vetusto. Un modello che necessita di innovazione, non esclusivamente tecnologica. Innovazione culturale e nella gestione stessa del business, ove la vendita del mattone verrà sostituita con la gestione di un complesso sito, in cui il “mattone” sarà uno degli elementi affiancato da tecnologie energetiche, tecnologie per il controllo, tecnologie per i servizi, tecnologie per il sociale e per le diverse inabilità, un “Organismo Edilizio” (concetto trattato nel mio libro “Energie Rinnovabili e Domotica). Tutte queste tecnologie e modelli imprenditoriali necessitano di un forte impegno e la creazione di sinergie trasversali tra tutti gli attori: industrie, imprese edili, ESCO (Energy Service Company) ed anche gli utenti, che potrebbe auto costruire le proprie unità abitative. Inoltre, la sostenibilità ambientale, necessaria per assicurare un pianeta vivibile alle prossime generazioni, è fortemente sostenuta dalla Unione Europea, anche con importanti finanziamenti pubblici, che, nella direttiva 31/2010, riporta l’impegno, per le amministrazioni pubbliche al 2018 e per i privati al 2020, la realizzazione di edifici ad “ENERGIA QUASI ZERO”.

Importanti risorse finanziarie, di cui elenco, a titolo esemplificativo e non esaustivo, sono a supporto di iniziative per l’efficientamento:
– Per l’Italia, il conto energia sul fotovoltaico, i certificati verdi per l’eolico, la tariffa omnicomprensiva per le biomasse e biocarburanti, la defiscalizzazione per gli interventi ambientali, gli incentivi sul contenimento energetico, i finanziamenti sulle attività di ricerca;
– Per la Svizzera, attraverso i finanziamenti del Minergie, permette di realizzare un concreto contenimento dei consumi energetici, coniugando gli interventi energetici con un miglioramento della qualità della vita al suo interno;
– Per la Romania, gli importanti contributi erogati attraverso i certificati verdi (fino a 660 euro per Megawattora prodotto) e le opere infrastrutturali finanziate dalla UE fino all’80%;
– Per la Turchia, la tariffa omnicomprensiva di 13$ per megawattora;

Per questi obiettivi, nel pieno spirito di fare rete della Compagnia delle Opere, il giorno 4 luglio 2011, il presidente, Bernard Sholz, con il direttore generale, Enrico Biscaglia, ed il diretto Matching, Antonello Giannangeli, è nato il tavolo delle’Edilizia Sostenibile, integrando le esperienze ed i partecipanti a tavoli già avviati ed al Laboratorio della Sostenibilità. Alla riunione hanno partecipato l’arch. Spada, per il Laboratorio della Sostenibilità, il tavolo Energia e Ambiente, coordinato da me e dal Laboratorio della Sostenibilità, ed i tavoli dell’edilizia avviati dalle sedi CDO di: Milano, Varese, Alto Milanese, VCO (Lago Maggiore), Cesena, Bologna, Pesaro, Marche Sud, Perugia, Grandi Imprese.

Il tema ha generato un forte entusiasmo creando i presupposti per una fattiva collaborazione tra le diverse competenze ed attori; progettisti, produttori di tecnologie, immobiliaristi, installatori. La finalità delle attività sarà quella di creare le corrette sinergie che possano assistere le imprese immobiliari in questa fase di trasformazione, ai progettisti, rendere più efficiente le loro progettualità, agli installatori di disporre di partner industriali in grado di sviluppare soluzioni e non semplici prodotti, alle industri di raccogliere i necessari feedback per procedere alla continua innovazione.
Un tavolo che, attraverso l’aggregazione dei tavoli intervenuti, coinvolge alcune centinaia di operatori, con l’obiettivo di coinvolgere, in questo processo di sviluppo, le migliaia di imprese edili della CDO.
Un momento in cui la SOSTENIBILITA’ può divenire un’opportunità per l’impresa edile e per tutti gli operatori della filiera dell’edilizia.

di Michele Piano