Si è spento ieri a Londra a 89 anni Richard Hamilton, uno dei pionieri nello sviluppo della pop art in Inghilterra.

Nato da una famiglia proletaria, Richard Hamilton crebbe nella zona Pimlico di Londra. Avendo abbandonato gli studi senza un titolo di studio, Hamilton cominciò a lavorare come apprendista in una ditta di componenti elettrici. Qui scoprì le sue abilità di disegnatore e cominciò a dipingere nelle lezioni serali della St Martin’s School of Art per poi entrare nelle Royal Academy Schools. Dopo due anni alla Slade School of Art cominciò ad esporre presso l’ICA (dove produceva anche poster e volantini) e ad insegnare alla Central School of Art and Design. L’ esposizione di dipinti all’Hanover Gallery, nel 1955, fu il primo omaggio dichiarato a Duchamp, che conosceva in quegli anni. Sempre nel ’55 Hamilton organizzò una delle sue mostre più fortunate “Man Machine Motion” all’Hatton Gallery di Newcastle. Progettata per essere più rassegna pubblicitaria che una mostra convenzionale, l’esposizione anticipò il contributo di Hamilton alla rassegna This is Tomorrow presso la Whitechapel Gallery di Londra l’anno seguente. Durante questo periodo Hamilton fu anche molto attivo nella Campagna per il disarmo nucleare.

Lobby

Dalla fine degli anni ’40 Richard Hamilton fu coinvolto in un progetto per la realizzazione di una serie di illustrazioni per l’Ulisse di James Joyce. Insieme a questo nel 1981 cominciò a lavorare su una trilogia di dipinti basati sui conflitti in Irlanda del Nord. La produzione artistica di Hamilton è diminuita fin dal 1993. Nel 1992 la Tate Gallery di Londra organizzò un’importante retrospettiva su Hamilton accompagnata da un catalogo con il resoconto più completo sulla sua carriera. Nel 1993 Hamilton rappresentò la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia e fu premiato con il Leone d’Oro.

Interior II

Il suo sguardo sulla cultura di massa, pieno di timore reverenziale, esasperazione del grottesco ed impavido umorismo, racchiudeva una poetica che andava oltre il simbolismo pop.

Una delle sue opere più conosciute è un collage del 1956 dal titolo Just What Is It Makes Today’s Homes So Different, So Appealing?, di cui è facile trovare riproduzioni a poster.

Un’ironia visionaria e dadaista quella di Hamilton, che considerava Marcel Duchamp, oltre che un amico, uno dei più importanti artisti contemporanei.

Just What Is It Makes Today’s Homes So Different, So Appealing?

Hamilton fu artista che “scese dal piedistallo”, “sporcando” la sua arte con le contaminazioni provenienti da altre discipline. Si dedicò al product design (suo il White Album dei Beatles nel 1968) e, negli ambienti accademici, allo sviluppo della riflessione teorica sull’avento della cultura di massa.

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