Charles Rattray, studente di design a Melbourne, ha ideato una concept car legata alla questione del traffico.

Il suo non è un progetto puramente immaginifico, ma nato dopo aver vissuto anni a Los Angeles sperimentandone le strade congestionate. Per quanto avveniristica, la sua Autonomo – pensata per l’anno 2030 – tiene conto dei numerosi problemi in cui si imbatte chi ogni giorno deve spostarsi da “a” a “b” su quattro ruote, cercando di risolverli.

L’AUTO

È pensata per rubare meno spazio possibile alla strada. Si tratta di una biposto coperta da un involucro in materiale leggero e biodegradabile e dalla linea estremamente aerodinamica. Parte della carrozzeria è costituita da un pannello fotovoltaico che converte l’energia solare in elettrica. L’auto misura 1,150 metri di larghezza, 2,464 di lunghezza e 1,185 di altezza.


STRADE

L’area metropolitana di Los Angeles ” può essere considerata come una rete di città collegate tra loro da una rete autostradale, più che una città con un proprio centro urbano a forte densità“, scrive Rattray sul sito Behance Network, dove creativi di tutto il mondo condividono le loro idee. Los Angeles è inoltre la città col traffico più congestionato degli Stati Uniti e con strade che a fatica riescono a smaltire il flusso di auto che diventa consistente nelle ore di punta. L’idea di espandere la propria rete stradale può risolvere il problema solo sul breve termine ed è inoltre costosa.

SPOSTAMENTI A SCIAMI

Rattray, per ripensare il traffico, ha osservato gli animali, le loro capacità di allearsi e creare un’unica unità per rendere più logico e coordinato il loro spostamento, come fanno i pesci e gli uccelli migratori. O anche gli uomini, ad esempio i ciclisti durante le gare. L’idea di Autonomo parte da qui, da una migliore razionalizzazione dello spostamento collettivo. La stessa idea su cui si basa la robotica degli sciami, una branca della robotica che studia gli spostamenti degli animali, in particolare degli insetti, per riproporli con le macchine.

GUIDA A SENSORI

Per ritradurre ciò su strada, è stato pensato un mezzo dotato di un drive-by-wire control system, un computer di bordo collegato a sensori ottici e di spostamento che regola i movimenti dell’auto percependo quelli dell’ambiente circostante. Rattray immagina una tecnologia che coinvolge il LIDAR (Laser Imaging Detection and Ranging), sensori ottici a infrarossi, radar e microonde. Tramite il computer di bordo ogni auto dialoga con le altre regolando i propri spostamenti di conseguenza. Si crea così un traffico basato su un modello di informazioni condivise v2v (vehicle-to-vehicle).

L’ALGORITMO DELLA MOBILITÀ PERFETTA

Un sistema centralizzato sarà continuamente aggiornato con dati in tempo reale inviati dalla rete autostradale”, scrive Rattray, “ gli algoritmi che regolano il flusso stradale si evolveranno sulla base delle informazioni raccolte”. In questo modo la singola auto si muoverà anticipando i movimenti di quelle che gli stanno attorno. Lo sciame si formerà nel momento in cui un gruppo di auto si sposterà verso una sola direzione. In quel momento, sarà possibile ridurre la distanza tra l’una e l’altra di 20 centimetri.
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Autonomo 2030 – Autonomous Mobility from Charles Rattray on Vimeo.