“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” Così scriveva Marcel Proust nelle pagine del suo romanzo capolavoro “Alla ricerca del tempo perduto”, anticipando di un centinaio di anni quello che oggi viene chiamato “turismo solidale”.

Un modo nuovo di viaggiare, più consapevole, il cui presupposto è l’apertura alla cultura e alle tradizioni del paese visitato. Se quello sguardo nuovo di cui parlava Proust non ce l’abbiamo al momento della partenza, sicuramente sarà nei nostri occhi e nella nostra anima al momento del ritorno. Perché il turista responsabile è qualcuno che torna arricchito da ogni suo viaggio.

Ma cosa vuol dire essere un turista solidale e responsabile?

Se dovessimo riassumere tutto in una parola questa sarebbe “rispetto”, dell’ambiente in cui si svolge il viaggio e delle persone che quell’ambiente lo abitano, della loro cultura e del loro modo di vivere. Un’esperienza da non fare a caso ma preparandosi raccogliendo informazioni sul paese che si è deciso di visitare. La meta può essere lontana ma non necessariamente.

Un turista solidale è consapevole del fatto che ogni posto nel mondo può essere fonte di arricchimento personale, anche se si trova a pochi chilometri da casa, perché quello che conta sono i principi con cui si visita un luogo, che sia un paese in via di sviluppo oppure la città in cui si vive.

Noi vi proponiamo alcuni siti da consultare:

www.viaggisolidali.it

www.alliance-network.eu

www.celim.it

www.cisvto.org

www.icei.it

www.aitr.org

Buon Viaggio!!!