“Metropolife”: una conferenza che si pone come ponte tra presente e futuro. L’immaginario comune che i film futuristici ci hanno dato prende vita nella realtà, forse superando ogni aspettativa.

 

 

Come si vivrà nel 2030? Uno studio della General Motors prevede che il 60% della popolazione abiterà nelle metropoli. Sorge quindi l’esigenza di diventare tutti responsabilmente cittadini, di conciliare la realtà caleidoscopica che si va formando; si sente la necessità dell’accoglienza. Socialmente parlando si fa riferimento a città come Copenaghen dove, nel quartiere a più alta densità di multietnicità, si organizzano dei meeting durante i quali gli esponenti rappresentanti dei differenti nuclei etnici, propongono delle installazioni urbanistiche in cui si riconoscano. Ecologicamente, invece, si prendono come esempio i progetti di Parigi, che triplicherà intorno al 2015 i suoi spazi verdi, servendosi di giardini, anche pensili su tutta l’area urbana o Amsterdam che oggi recupera il paesaggio tramite “architetture naturali”. Anche i brand ormai hanno deciso di comunicare la loro identità attraverso paesaggi topici.

Il senso di colpa dell’uomo è forte.

Dopo aver versato colate di cemento sul verde per creare la propria città industrializzata oggi cerca di fare ammenda, tornando indietro.  Metropolis presenta le sue finiture di resina decorativa e sostenibile, cercando di adeguarsi agli standard aziendali, ma anche allo stile di vita quotidiano, alle esigenze che nascono dal vissuto interno, dagli ambienti di lavoro, dalle suggestioni metropolitane dell’oggi. Aspirapolveri robot di ultimissima generazione che puliscono regolarmente i pavimenti, facendoci risparmiare un sacco di tempo nelle faccende domestiche. Tutti questi propositi, se davvero le aziende troveranno un compromesso con l’innovazione, promettono già un futuro forse non roseo, ma certamente verde e globale. Una rivoluzione.

 

 

La vera rivelazione scioccante è stata la presentazione degli androidi. Pensando che fossero realtà solo in Giappone, il primo impatto con loro è stato inquietante. Un volto vitreo, ma realistico, dotato di occhi sintetici e reattivi. Oggi solo un prototipo, domani questi umanoidi sostituiranno l’uomo nelle mansioni lavorative.

 

 

 

Spazio: Urban Center
Galleria Vittorio Emanuele II
Ornella & Viviana