Abituate alla figura del classico wedding planner che impera sul piccolo schermo, è stata una scoperta imbatterci in ” Les choses faciles”. Un progetto che promuove il passato ponendolo come chiave di volta per andare avanti.

 

 

L’ idea si concretizza quando Elena Cilia, architetto ed esperta di tecnologie informatiche e Fausta Valente, PR, si avvicinano al mondo dei wedding planners. Entrano in contatto con il panorama del futile che lavora sull’emotività delle persone, a volte, speculando. Notano che si era creato uno sbilanciamento tra l’ aspetto emozionale legato ai sentimenti e a quello emozionale degli oggetti. Troppa era la prevalalenza materialistica. Per “Les Choses Faciles” invece vale ancora l’idea che il matrmonio è importante perchè si va a costruire una famiglia e l’ energia va spesa per rendere solido questo progetto. Il bisogno di apparire, la teatralità dovevano lasciare spazio all’ emozionalità.

 

 

Gli sposi che decidono di prendere parte a questa iniziativa, imparano a prendersi cura del prossimo e di uno spazio ancor prima di entrare nella propria dimora. La coppia, con l’aiuto di “Les Faciles”, sceglie dei luoghi per la celebrazione con un’animo in sintonia al proprio. Si genera così una condizione di benessere a livello familiare non solo con lo spazio dell’evento, ma anche con un estraneo come il wedding planner. Le location, che spaziano da oasi del WWF  a parchi naturali, donano il privilegio di scenari suggestivi ed esclusivi, ma richiedono responsabilità da parte dei coniugi ,che dovranno rinunciare a performance o scelte non in linea con la natura del posto.

Pur rispettando le regole del galateo del matrimonio, si promuove un concetto di ecologia mentale ed emotiva, di sostenibilità. A livello concreto, oltre a scegliere  dei fornitori  bio-cuttering, stipulano un contratto con i convoglianti a nozze che racchiude una clausola equosolidale: gli sposi fissano limite di spesa massimo che sono disposti a spendere per i festeggiamenti, ma si impegnano a devolvere il 50% di ciò che le wedding planners sono riuscite a risparmiare in un progetto a sostegno dello sviluppo umano. Dal canto loro, anche le organizzatrici sostengono le cause umanitarie rinunciando alla provvigione del 10% che spetta loro dai fornitori.

Per tradizione, si vuole che il giorno delle nozze la sposa porti con sé cinque cose. La sposa di Les Faciles avrà quindi :

– una cosa vecchia: la concezione del matrimonio autentica e tradizionale e la concezione di economia domestica di una volta

– una cosa nuova: un matrimonio originale e personale che sperimenta le nuove tendenze biologiche ed ecosostenibili,

– una cosa prestata: l’esperienza di due wedding planners che compartecipano all’organizzazione rispettando la volontà delle parti,

– una cosa regalata: la possibilità di prendersi cura del mondo circostante, come della famiglia che si va a costruire,

– una cosa blu che, in questo caso diventerà verde.

 

Spazio: Urban Center

Milano, Galleria Vittorio Emanuele II

Ornella & Viviana