Emanuela Crotti presenta per il terzo anno consecutivo, nell’esclusiva location di Rossana Orlandi, la sua ultima collezione di mobili per il fuori salone. Questa artista poliedrica che arriva dalla pittura, mira a emozionare con le sue creazioni. Il concept da cui nasce tutto il suo lavoro è la raccolta dei ricordi, il mettere insieme le sue memorie e fissarle nelle sue opere attraverso composizioni armoniche. L’ordine nella disposizione degli oggetti, ci confessa Emanuela, è frutto del forte bisogno di equilibrio all’interno della vita di un artista disordinatissima.

La ricerca estetica nelle opere va di pari passo con la ricerca personale ed interiore. Lei cerca di continuare a tenere vivo il suo Bambino Interiore, la sua più positiva fonte di energia creativa e di entusiasmo. Nelle sue creazioni anche l’oggetto più piccolo cambia la sua aura diventando lirico nella nostra mente come punto fermo del nostro passato, ci si può ritrovare e ricordare perché questi frammenti hanno qualcosa di profondamente umano e spirituale. Davanti alla specchiera l’artista ci racconta del tempo che le è servito per riuscire a distaccarsi da tutti i suoi piccoli gioielli, collezionati in anni di accumulo e ricerca.

La superficie compositiva è vibrante, nei suoi tavoli la superficie in resina non è completamente omogenea, alcuni frammenti affiorano invitando alla (ri)scoperta della materia del ricordo. Secondo Emanuela il tatto è uno dei nostri sensi più profondi e va stimolato dal mobile, che diventa sensoriale.

La resina è applicata a strati sulle composizioni di oggetti per dare profondità.

Ogni creazione è un pezzo unico ed è racchiuso in esso un mondo in potenza completamente indipendente, ma questo non fa che rafforzare l’impressione di unitarietà di stile che si ha dell’esposizione. La sua più grande soddisfazione è quando le persone riescono a cogliere le sue intenzioni comunicative e i suoi rimandi, e nella maggior parte dei casi accade. Il richiamo iconografico che questi tavoli presentano è molto sottile e raffinato.

Emanuela ci racconta dello “Specchiavolo”, un tavolo tondo nero con al centro uno specchio, che lei considera la “fonte”, nel senso simbolico del termine, e con un perimetro abitato da una folta fauna che si abbevera. Gli animali sono i tipici giocattoli da bambini in plastica dura, ma con la verniciatura lucida monocroma assumono un’eleganza inedita.

L’ultimo pezzo che ci introduce è indefinibile, un sole rinascimentale dai colori eterei e caldi, un cerchio all’interno del quale la decorazione assume sostanza metafisica. Il titolo “Penelope” rimanda alla lunghissima lavorazione e al rapporto diretto con la materia che questa artista ha mantenuto essendo lei l’unica realizzatrice delle sue opere.

Emanuela sottolinea l’importanza della meditazione nel suo processo creativo facendoci l’esempio della performance che Marina Abramovic ha portato al PAC di Milano (fino al 10 giugno 2012).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Emanuela Crotti,

Rossana Orlandi,

Via Matteo Bandello 14,

Milano

Claudia Ponzi & Giulia Ratti