Regia: Robert Kelly

Interpreti: Jake Gyllenhaal, Maggie Gyllenhaal, Jena Malone, Noah Wyle, Patrick Swayze, Drew Barrymore, James Duval

Durata: 1h 48min

 

Donnie Darko: il film più cult degli ultimi 10 anni, sottovalutato all’uscita, ripresentato in versione estesa al Festival di Venezia l’anno seguente, rivalutato, rianalizzato, osannato, non capito, guardato e riguardato, ben recitato, ben diretto, molto oscuro. Basta questo affinché venga eletto come uno dei migliori film di una generazione? La poca chiarezza e il sospetto che dietro a una trama contorta ci sia qualcosa di inarrivabile e straordinario è garanzia di “capolavoro”? La presenza di ragazzini incappucciati stile Donnie e vestiti da coniglio Frank alle feste mascherate potrebbero bastare come risposta. Donnie Darko non è un film stupido, vuoto, insignificante. Tutt’altro. Cercherò di spiegare cosa si nasconde dietro a questa storia apparentemente incomprensibile, comunque difficile, sperando di non rovinare la visione a nessuno.

La prima volta che lo vidi, capii ben poco. Il protagonista, Donald Darko (uno strepitoso Jake Gyllenhaal) è un ragazzo con problemi psichici, allucinazioni e un quoziente intellettivo superiore ai ragazzi della sua età, talvolta con capacità di ragionamento da far invidia agli adulti. Egli vive in una famiglia normale, due sorelle (una vera, Maggie Gyllenhaal), due genitori scaltri, un coniglio alto due metri e spaventosamente brutto, che sa pure parlare…no un momento. Mi devo essere perso qualcosa. Beh comunque Donnie esce di casa una notte, e gli viene prevista la fine del mondo proprio da questo coniglio di nome Frank (James Duval); per fortuna scampa ad un incidente causato dal motore di un aereo caduto sulla sua cameretta da chissàddove. Beh saranno allucinazioni dovute ai farmaci (?!). Donnie si fidanza in seguito con Gretchen (Jena Malone) senza capire il perché; inonda la scuola su consiglio di Frank e, fra una seduta dalla psicologa e una presa di pastiglie, si inalbera parecchio col sedicente motivatore di vita Jim Cunningham (Patrick Swayze) finendo con l’incendiargli la casa servendosi di un fuoco generatosi – sembra – dal nulla. Uno spunto di ciò che sta succedendo pare gli venga dato dal suo professore di scienze, il quale dona a Donnie un libro scritto dalla persona che meno ci si aspetterebbe, tale Roberta Sparrow, meglio conosciuta come “Nonna morte”: La filosofia del viaggio nel tempo. Infine, ad un tragico party di Halloween, il coniglio Frank si toglie quella stupida maschera da coniglio (parole quasi testuali) per mostrare la sua stupida faccia da uomo (vedi sopra) e finire ammazzato da Donnie perché quello ha in precedenza investito la sua fidanzata. Infine si vedono strani vortici nel cielo, un aereo che precipita, Donnie nel suo letto che ride e che si becca in testa un altro motore aereo (e sono due…?), mentre il tempo scorre all’indietro e ritorna a quel fatidico 2 ottobre 1988 da cui era iniziata la storia. Certo, Mad World è un brano splendido, ma non basta a salvare un film così incasinato!

Siamo sicuri che dietro non ci sia niente? Proviamo un po’ a schiarirci le idee. Ricuperiamo innanzitutto, se non abbiamo la versione director’s cut del film, il libro di Roberta Sparrow (in realtà è stato il regista ad inventare questo libro fittizio, ma che ben si inserisce nella realtà) La filosofia del viaggio nel tempo. Ci viene spiegata l’esistenza di un Universo Tangente, ossia una dimensione spazio-temporale identica alla nostra, ma parallela alla linea del tempo che dovrebbe essere seguita. Questo Universo Tangente è quindi una deviazione da una immaginaria linea retta spazio-tempo, e la comparsa di esso può avvenire solo se viene aperto un varco, uno squarcio nel nostro Universo Principale per mezzo di un manufatto. Questo è un oggetto che viene da un altro Universo, e che compare nel nostro tramite un varco temporale, o wormhole, senza che si sappia da dove esso sia venuto (noi invece lo sappiamo…è giunto da un altro Universo!). La persona più vicina al manufatto diventa il Ricevitore Vivente, e deve far sì che il manufatto ritorni nell’Universo Principale giustificandone la sua comparsa dal nulla. Quando ciò accadrà? Quando “finirà il mondo”, ossia l’Universo Tangente che per definizione è instabile e può durare solo poche settimane: il coniglio Frank ci dà le coordinate esatte. Riepilogando, quando all’inizio del film cade il motore dell’aereo su casa Darko, si è aperto un varco con un altro Universo causato dal manufatto motore (il metallo è un tipico materiale dei viaggi nel tempo, come l’acqua). Da quel momento la vita – la trama – scorre in un Universo parallelo, Tangente, che durerà esattamente 28 giorni, 6 ore, 42 minuti e 12 secondi. Donnie avrà questo lasso di tempo per riportare indietro nel tempo (cioè nell’Universo Principale) il manufatto, cioè il motore dell’aereo, perché se egli non giustifica la presenza di questo si creerà un collasso per cui l’Universo potrebbe cessare di esistere. Il Ricevitore Vivente (Donnie) avrà da questo momento poteri telecinetici, forza aumentata, capacità di far comparire fuoco e acqua, controllo della mente; inoltre verrà aiutato nell’opera dai preziosi Viventi Manipolati, ossia da tutte le persone che vivono attorno a lui e che indirizzano le proprie azioni verso quell’unico obiettivo che ha Donnie (il flusso proveniente dai loro stomaci è la via che le loro azioni prendono) e soprattutto dai più preziosi Morti Manipolati, quelle persone che muoiono nell’Universo Tangente e che hanno la possibilità di ritornare all’inizio di questo Universo per aiutare il Ricevitore Vivente nel suo compito. I Manipolati Morti hanno più poteri dei vivi: Frank è uno di questi.

A Donnie verrà suggerito di allagare la scuola, altrimenti non avrebbe conosciuto la sua futura fidanzata che lo aiuterà; gli viene detto di incendiare la casa di Jim, così che si scoprirà la sua pedofilia, l’insegnante di ballo andrà a confortarlo e la madre di Donnie prenderà il posto di lei sull’aereo per permettere ai due fratelli Darko ci organizzare una festa senza la quale non sarebbe arrivata Gretchen, non sarebbe morta e soprattutto Donnie non avrebbe ammazzato (di proposito!) Frank per farlo tornare indietro nel tempo a dargli una mano. Donnie si lascerà “morire da solo” nell’Universo Principale per annullare quel futuro che ha visto, e che non gli è piaciuto. Una volta tornati al 2 ottobre nell’Universo Principale, le persone si desteranno come da un sogno, ricordando ciò che è successo nell’Universo Tangente come un’esperienza extrasensoriale.

Complicato, complicatissimo. Ma geniale. Riflessivo. Originale. Una pellicola che fa riflettere, che fa andare lo spettatore a ricercare notizie nella realtà e che dona nozioni di spazio tempo andando a scomodare i vari Einstein, Hawking e i vari paradossi del nonno e dello scrittore è sicuramente un prodotto notevole.

Spero che abbiate capito qualcosa in più. Se non lo avete fatto, poco male: i film di questo livello sono belli proprio perché non interamente spiegabili.

 

VOTO: 8