Una semplice domanda: “What is your hope?“. Partendo da questa domanda Sam Lundquist ha creato un gruppo di persone che va in giro per il mondo. Si guardano intorno, si impegnano ad ascoltare chi vive con loro, vogliono saperne di più della comunità e di loro stessi.

Pensano che bisogna attuare un continuo scambio di idee e di speranze per poter crescere insieme. Una domanda sorge spontanea: Perchè fanno tutto questo? Le risposte sono tanto semplici quanto profonde.

Per conoscere il cuore della nostra comunità. Per far sapere agli altri che ci prendiamo cura di loro. Per consentire a noi stessi di cambiare e di crescere attraverso la conversazione. Per scoprire nuovi modi per aiutare il nostro quartiere. Per condividere queste storie ed invitare gli altri ad unirsi a noi in questa avventura. Per raccontare delle storie, bisogna prima ascoltarle e capirle, conoscere il cambiamento per poi comprenderlo in fondo.

Tutte queste storie sono on-line, si può sentire l’audio, vedere il video, si possono leggere, racconti che ispirano, informano, ma che soprattutto invitano a scoprire tutte le speranze che vivono nel proprio quartiere, nella propria città. L’idea è di Sam Lundquist, un giovane trapianto dall’Iowa nel West Coast.

Dopo essersi laureato in Scienze Politiche e Giornalismo alla Annenberg School of Journalism, ha deciso di iniziare a conoscere la gente e le loro idee.  Da quel momento ha iniziato ad approfondire il mondo del no-profit, dello sviluppo creativo e produttivo nella zona di Los Angeles. Ha lavorato per creare, dirigere e produrre parchi a tema, attrazioni, spettacoli, mostre.

Dalla voglia di conoscere, comunicare e condividere è così nato “The Hope Chronicles“. Quest’idea è piaciuta così tanto che da Los Angeles è arrivata ad Occimiano, in provincia di Alessandria. Sarà la parola “hope” che crea fiducia e allegria, che muove sentimenti ed emozioni. Sta di fatto che Sara Faroni, insegnante di storia e geografia all’Istituto Don Milani, ha posto questa domanda ai suoi studenti della II A, coinvolgendo anche l’insegnante di italiano Paola Malfatti.

L’iniziativa è stata chiamata dai ragazzi “Hope in The Sky”, e per l’occasione sono state fatte volare in cielo le speranze di tutti attaccate a tanti palloncini colorati. Questo è solo l’inizio, Sam Lundquist è stato contattato da altre tre scuole italiane che hanno chiesto la sua collaborazione per altri progetti. Una parola che unisce tutti: Speranza.