Tre elementi: una bottiglia di plastica, della candeggina, dell’acqua. Tre cose reperibili facilmente e dal costo minimo per dare luce ad una zona buia. Il buoi di Manila, uno dei quartieri più poveri della capitale delle Filippine, non è soltanto ideologico ma concreto.

Le abitazioni/baracche sono così vicine fra di loro da rendere impossibile la costruzione di finestre e per una zona così povera l’elettricità è una mera illusione. Una vita passata al buio non ha conseguenze soltanto sullo svolgimento concreto della vita, ma anche sulla mente, sull’umore, sulla condizione psicologica.

Per illuminare quest’oscurità è bastata un’idea tanto semplice quanto geniale. L’ideatrice di Solar Bottle Bulb è Amy Smith, ingegnere del Massachussets Institute of Technology, che ha messo a punto una bottiglia-lampadina già usata per le popolazioni di Haiti.

Si tratta di una bottiglia di plastica riempita di acqua e candeggina che permette di avere quel pò di luce che basta per sconfiggere l’oscurità di una “casa” buia. Una volta riempita, la bottiglia verrà fissata in un foro creato nel tetto di lamiera ondulata.

 

Appena il contenuto viene colpito a 360° dai raggi solari, genera una rifrazione orizzontale fornendo un’illuminazione paragonabile a quella di una normale lampadina da 55 watt. Grazie a Illac Diaz, appartenente all’organizzazione no-profit My Shelter Foundation, è stato creato il progetto Isang Litrong Liwanag , letteralmente Un litro di luce. Adesso anche Manila potrà avere una “Nuova Luce”.