Regia: James McTeigue

Interpreti: Hugo Weaving, Natalie Portman, Stephen Rea, John Hurt

Durata: 2h 00min

Ricorda per sempre il 5 Novembre…

Un’idea. Vecchia di secoli. Che però non invecchia. Un’idea non è soggetta alla corruzione, mentre l’uomo sì. Eppure noi ricorderemo anche l’uomo, o meglio, la maschera.

Ci troviamo in un futuro prossimo. La Gran Bretagna scampa ad una guerra nucleare e Viene istituito un governo autoritario e dittatoriale in quel di Londra. La povera Evey (Natalie PortmanHugo Weaving) le cambierà la Vita. Da questo momento in poi, Evey seguirà V nelle sue peripezie, nei suoi ideali di giustizia, nelle sue tribolazioni. Le scene iniziali colgono lo spettatore di sorpresa: è il 5 Novembre, si ricorda la Congiura delle Polveri del 1605, giorno in cui il cospiratore britannico Guy Fawkes (di cui V indossa le sembianze facciali) cercò di far saltare in aria il Parlamento inglese. Come celebrare una ricorrenza se non con dei fuochi d’artificio? Ecco che V fa esplodere l’Old Bailey sulle note dell’Ouverture 1812 di Čajkovskij; in seguito si reca presso l’emittente televisiva londinese, sabotandola.

Dopo questo inizio mozzafiato, si scopre di più sull’identità di V: una Vittima del governo, utilizzato come cavia umana negli esperimenti e infine rimasto sfigurato nell’incendio scoppiato proprio nella struttura dov’era rinchiuso. Da qui la sua personale Vendetta che toccherà (fra mille prove) anche il cuore di Evey, anch’ella privata da giovane dei suoi familiari a causa del regime. Si giungerà in un climax ascendente fino al successivo V Novembre, giorno in cui – secondo i piani – esploderà il Parlamento, simbolo di corruzione umana.

La trama prende spunto dal fumetto degli anni ’80 V for Vendetta di Alan Moore, scritto per protesta durante il periodo Thatcher: l’autore però si dissocerà completamente dal risultato finale della pellicola (ci sono infatti sostanziali differenze tra fumetto e film, benché siano entrambi ottimi prodotti). Gli spunti sono molteplici, sia per quanto riguarda la trama sia per quanto riguarda le citazioni:

La distruzione dei simboli è ciò che di più efficace ci possa essere per distruggere un potere totalitario: lo sa bene V che dedica tutto il resto della sua Vita a trovare i colpevoli del suo disastro personale per ucciderli e a mobilitare il popolo Verso un’enorme ondata di protesta, se necessario anche Violenta. La sua degna spalla è proprio Evey che, una volta “purificata” tramite una sorta di redenzione carceraria, è pronta a prenderne le Veci.

La musica classica resta impressa nelle nostre menti, degno contraltare rispetto alla distruzione che sta avendo luogo mentre esse risuonano nella città. Uno dei grandi punti di forza del film sono le citazioni e le frasi a effetto pronunciate da V, Vero e proprio campionario di formule cult.

Il cast è impeccabile: su tutti Hugo Weaving, entrato a film già in corso e obbligato a portare una maschera per tutta la sua durata, e Natalie Portman, la “ragazzina” piena di talento ed energia (quando le viene rasata la testa, sembra di scorgere nelle sue espressioni la meravigliosa bambina che fu in Léon).