Ci sono dei materiali in natura tanto versatili quanto resistenti. Uno di questi è il bambù. Viene utilizzato per tantissimi scopi, come cibo, materiale da costruzione, foraggio per animali, materiale per la lavorazione di utensili di ogni tipo, come fibra per i tessuti. Sta avendo una grande espansione in Europa come sostituto del legno e ha una capacità di crescita, diffusione, resistenza e flessibilità molto alta, maggiore della plastica e di alcuni metalli.

E’ un ottimo materiale da costruzione. Infatti è di gran lunga più resistente di qualsiasi essenza vegetale e più leggero del cemento armato e dell’acciaio, flessibile, adattabile, esteticamente variegato ed ecosostenibile. Un esempio sull’efficace utilizzo del bambù in architettura è la Green School, realizzata da John Hardy e la compagna Cynthia. Alla base della loro idea, vi è l’intento di motivare la comunità indonesiana di Bandung, a Bali in Indonesia, a vivere in modo sostenibile.

La struttura ospita studenti di tutte le età e indirizzi. La scuola è alimentata con fonti rinnovabili. Sembra un vero e proprio college, è infatti dotata di aule, palestre, laboratori, sale computer, uffici, bar, bagni. La struttura portante degli edifici è costituita da tre spirali in bambù, erba locale e mattoni di fango. Il rapporto della struttura con l’ambiente circostante è totalitario, si ha la possibilità di sentirsi immersi nella natura anche fra le “mura” di bambù.

Un altro progetto innovativo è la casa pieghevole in bambù di Ming Tang. Dopo il grave terremoto di magnitudo 7.9 che colpì la Cina nel 2008, l’architetto ideò la Foolding Bamboo Houses. Ispirata agli origami, la casa nasce dalla necessità di creare un riparo che potesse essere resistente e a buon mercato, dato la zona ad elevato rischio sismico.

Un’idea semplice e funzionale, che tramite un sistema di pali di bambù pre-assemblati crea una struttura rigida e allo stesso tempo leggera. Un rifugio temporaneo dal design elegante che sfrutta un materiale rinnovabile e poco costoso. Il progetto è stato premiato a parte del concorso Re:Construction sponsorizzato da Urban Re:Vision di San Francisco.

Ma, come dicevamo, il bambù è un materiale dai mille utilizzi. Lo sanno i designers che si sono cimentati nella realizzazione di nuovi oggetti creativi. Il bambù diventa tecnologico, infatti dall’Oriente all’Occidente, una linea di prodotti sta invadendo il mercato della tecnologia e dell’informatica. Fra le novità troviamo la tastiera iZen composta per il 92% di bambù, con periferica bluetooth, completamente biodegradabile e riciclabile, o la custodia per i-phone.

La custodia per Apple e ipad, progettata da Justin Silva designer della Silva Limited.

Un altro oggetto semplice e allo stesso tempo geniale è iBamboo. Si tratta di un amplificatore per iphone che frutta la risonanza naturale del bambù per amplificare il suono prodotto del telefono, fungendo così da stereo. Da strumento musicale aborigeno a oggetto di design per cellulari.

Infine non poteva mancare un progetto in bambù del mezzo sempre più diffuso in città: la bicicletta. L’esperimento arriva dall’idea statunitense green-bicycle high tech in bambù. I suoi ideatori sono sperimentatori di compositi e si sono specializzati nella produzione di telai di biciclette in fibre e canne di bambù con lo scopo principale di creare prodotti unici, leggeri, robusti e nel contempo con basso impatto ambientale.

Il bambù è il materiale ideale per questo tipo di utilizzo, infatti le sue fibre sono preferibili a quelle del carbonio poichè, essendo più lunghe, consentono di realizzare telai dalle forme più libere, con un ottimo compromesso tra leggerezza e robustezza. Inoltre hanno un’elevata resistenza meccanica. Il telaio realizzato in fibre di bambù è il frutto di un lavoro di grande abilità artigianale che richiede più di 40 ore di lavoro.

La sostenibilità è uno stile di vita, bastano delle piccole scelte per “costare” di meno al pianeta.