Come ormai è noto, sulle spiagge quest’anno lo splendido Cinquanta sfumature di grigio l’ha fatta da padrone. E quando dico ‘splendido’ non sono seria. Ogni anno ha il proprio fenomeno da spiaggia, il quale puntualmente viene stroncato dai grandi critici e amato dalle grandi masse. Chi alza gli occhi al cielo pensando “roba per donnette” in realtà si sbaglia di grosso. Innanzitutto bisogna specificare che i romanzi rosa in genere sono scritti e consumati da un pubblico femminile che non corrisponde al luogo comune di casalinga annoiata, ma piuttosto si parla di una donna dalla media cultura, economicamente indipendente, tra i venticinque e i quarant’anni. Questa donna tratta il libro esattamente come tratta un qualsiasi altro genere di consumo, quindi compra, legge e getta. Nello specifico, poi, il capolavoro della James (misteriosissimo pseudonimo) è un romanzo erotico che di letterario ha ben poco, e per questo viene ascritto nel folto panorama della paraletteratura.

Ma sulle spiagge, luogo su cui si consumano i più grandi orrori letterari, non sono solo le donne a dare il peggio di sé. Per gli uomini vorrei ricordare l’anno de Il codice da Vinci, o quello di Io uccido, senza elencare le opere di Wilbur Smith, l’immortale, e svariate altre opere di avventura, spionaggio… Ognuno il suo, è evidente.

 

Timidi tentativi di emancipazione culturale poi vengono protratti da ambo i sessi sfoggiando sui lidi dorati, oltre che il sandalo gioiello e il boxer hawaiano, il vincitore del premio Strega dell’anno. Timidi tentativi che alcuni prendono poi per un esonero dalla lettura fino all’estate successiva.

Il fatto è che in Italia si legge poco (che banalità) e che non esiste il metodo della buona lettura. Come ci hanno insegnato le orde di donne dalla coscia taurina sognante, se prendiamo un linguaggio fluido e formalmente corretto e vi aggiungiamo una trama piccante e colorita, e un’ottima strategia di marketing, il bestseller da spiaggia è assicurato.

 

Ma sono proprio questi libri controversi che permettono alle case editrici di pubblicare anche tutti gli altri libri, pensati per i palati più raffinati (sigh). I compratori di Volo assicurano la lettura ad un diverso utente. E sì, per i romanzo di consumo vige la regola che il lettore in realtà sarà più che altro un semplice compratore, uno di quelli che lascia il libro a metà, con la copertina piegata all’indietro per altro.

 

Quindi è bene non alzare gli occhi al cielo quando la signora vicino a noi sul tram si fa stancamente rapire dalle parole di un bestseller poco promettente. E’ piuttosto buona norma allontanarsi da chi ascolta hardcore techno alle otto del mattino, indossando gli occhiali da sole in metropolitana. Scomparite tutti.

 

Che bad karma.