I 20 anni sono un’età di spensieratezza, progetti e voglia di fare. Almeno così è sempre stato. Oggi invece la situazione è cambiata. Crisi economica, rialzo della spread, contratti temporanei, insicurezza perenne e disoccupazione sono le parole d’ordine dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro con uno zaino sulle spalle pieno di speranze.

Questi temi sono i punti di partenza da cui è partita la nuova campagna di comunicazione “Unemployee of the year” firmata United Colors of Benetton. Non è una semplice provocazione, ma anche un progetto che dà l’opportunità a 100 giovani di poter avere finanziato il proprio progetto.

Attraverso un contest online, chiunque potrà partecipare al concorso, inviando tutto il materiale entro il 14 ottobre. Una svolta economica che può essere l’inizio di un percorso lavorativo, infatti i progetti selezionati riceveranno un contributo di 5 mila euro.

Le stime dicono che i giovani disoccupati nel mondo siano quasi 100 milioni, nella fascia d’età fra i 15 e 29 anni. Molti sostengono che il problema principale dipenda dalla mancata voglia di lavorare, di essere indipendenti e di prendersi le proprie responsabilità.

 “Se si è non occupati, si è indolenti. Se si è non occupati, non ci si è adoperati abbastanza per trovare un lavoro. Se si è non occupati, si è anarchici. Noi riteniamo che non sia così. Queste affermazioni non rispondono a verità” dichiara Alessandro Benetton, presidente di Benetton Group.

Di sicuro questo contest non risolverà il problema ai 100 milioni di giovani disoccupati, però attira l’attenzione su un problema molto grave. “100 su 100 milioni. Una goccia nel mare, direte voi, ma forse una goccia che darà il via a qualcosa, un effetto a cascata – continua Alessandro Benetton – per far sentire ai giovani il nostro supporto e la nostra attenzione, ma soprattutto per contribuire a richiamare l’attenzione sulla loro causa. Perché entrare nel mondo del lavoro, per questi giovani, va oltre il tema economico: è un tema di dignità, del ruolo che gli spetta”.