La provincia di Trento ha donato all’Aquila un edificio da un forte potenziale aggregativo. Prima del terremoto il capoluogo abruzzese vantava un ruolo d’onore nella promozione della cultura musicale. Collocare un auditorium che creare momenti di condivisione, in un punto strategico fra il centro storico e l’ingresso al Parco del Castello, risponde all’obiettivo di riportare all’interno della città storica attività culturali che possano creare rinascita e miglioramento della vita cittadina.

Tutti conosciamo i tragici avvenimenti accaduti tre anni fa, però non possiamo esserne totalmente consapevoli, non vivendoli in prima persona. L’architetto Renzo Piano insieme al suo team ha ideato un progetto dalle forme minimali e semplici, linee pure che riescono ad inserire un edificio moderno all’interno di un contesto storico ben consolidato.

L’auditorium è composto da tre cubi indipendenti ma collegati fra di loro tramite passerelle in vetro e acciaio. Il cubo principale è quello centrale, e ospita la sala concerti, mentre i restanti due posti ai lati sono destinati ai servizi per il pubblico, come bar, camerini, spazi per gli artisti. L’area attorno l’audotorium è stata progettata per ospitare eventi e concerti estivi, e si integra perettamente al parco adiacente, risalente agli anni trenta. Inoltre per ripristinare le condizioni del castello cinquecentesco, sono stati piantati nuovi alberi ed è stata incrementata la vegetazione.

Oltre ad essere un grande progetto a livello sociale, la struttura adotta dei metodi sostenibili. I cubi sono realizzati con travi di legno alle quali sono collegati dei pannelli composti da strati di legno anellare. Questa tecnologia è conosciuta con il nome di X-lam e rende la struttura sostenibile, permettendo il risparmio energetico e facendola rispondere ai requisiti antisismici.

Anche all’esterno il materiale utilizzato è il legno di abete. Tante doghe orizzontali di colore differente e termotrattate creano l’intera struttura. Fin dai primi passi della creazione dell’auditorium, vi è stata la collaborazione al progetto dell’Università dell’Aquila e della facoltà di Ingegneria, partecipazione fortemente voluta da Renzo Piano. Gli studenti, tramite un report giornaliero, hanno documentato da vicino tutte le fasi costruttive più importanti e gestito un “info-point” per fornire informazioni sull’attività del cantiere.

Un’iniziativa che getta le basi per la ricostruzione di una terra gravemente colpita, che permette ai cittadini di riprendere parte alla vita sociale e quotidiana della propria città.