The Flat – Massimo Carasi

presenta:

WARD SHELLEY

State of Things // Lo stato delle cose

Opening 25 ottobre, ore 18.30

Prima mostra personale in Italia di Ward Shelley (Brooklyn, NY), che propone una vasta selezione dei suoi famosi “grafici”. Si tratta di diagrammi dipinti, narrazioni eclettiche che fondono la percezione storica della cultura contemporanea e un definito gusto pittorico “controculturale”. Le cronistorie (timelines) di Shelley si concentrano su singoli aspetti, figure, generi o interi periodi del pop novecentesco e della storia più o meno recente, intrecciando musica, letteratura, cinema, politica, storia dell’arte ed economia. Si tratta dunque di un’ambiziosa storia culturale dell’Occidente, realizzata in forma di grafici informativi (infographic), caratterizzati da una propensione spiccata per l’affabulazione e la genealogia.
Presso “The Flat – Massimo Carasi”, Ward Shelley espone opere già note al pubblico internazionale come Just Cause, Bohemian Tree, Counter Culture, History of Science Fiction, Frank Zappa (v. 2) e Andy Warhol/Chelsea Girl, raccolte intorno ad alcuni inediti e soprattutto a Italian Cinema, lavoro concepito e realizzato specificamente per questa occasione e interamente dedicato all’evoluzione del nostro cinema dagli anni Trenta ai tardi anni Settanta: il grafico dispiega il racconto della nostra identità nazionale attraverso la successione e la connessione reciproca – e spesso sorprendente – di autori, opere, generi.
Il lavoro di Shelley ruota attorno alla minuziosa ricostruzione narrativa di alcuni fenomeni culturali, e in particolare del ‘sistema di relazioni’ tra singoli episodi ed emergenze. Queste relazioni disegnano campi, aree di influenza, interi territori che – considerati nel loro complesso – sono capaci di illuminare zone sconosciute, che pensavamo di conoscere.
Il punto centrale attorno a cui ruota l’intera ricerca di Shelley è l’esposizione di un punto di vista sulla realtà storica e culturale, che attraverso il movimento continuo su due livelli (particolare informativo e  contesto generale, dettaglio e panorama) riesce a declinare graficamente la “rappresentazione delle circostanze”.

Ward Shelley è autore di ampi progetti installativi, scultorei e performativi. Tra le sue mostre principali: Colony (Mir2 group, Islip Art Museum, New York 2002), We have mice (Pierogy Gallery 2004), Para Sites…when space comes into play, MUMOK (Museum of Modern Kunst, Vienna 2004), The Happiness of Objects (Sculpture Center, New York 2007), Mapping (Hunter College/Times Square Gallery, New York 2006), Archive Installation (Dumbo Art Center, New York 2006), Man draws time (Parkhaus Im Malkasten, Dusseldorf 2008).
I suoi lavori fanno parte di numerose collezioni museali, tra cui quelle del Museum of Modern Art, del Brooklyn Art Museum e dell’Elizabeth A. Sackler Center for Feminist Art. Nel 2011, Shelley ha ricevuto il Painting and Sculpture Award dalla Joan Mitchell foundation, ed è un fellow dell’American Academy in Rome dal 2006.