Per gentile concessione dell’Editore riportiamo con grande piacere un articolo pubblicato il 13 novembre sul sito di Pubblico Giornale. Per consultare ulteriori contenuti è possibile leggere la versione online pubblicogiornale.it.

Appartenere sembra essere l’unica vocazione possibile, l’unica soluzione per non sentirsi isolati o, peggio ancora, in torto. È una brutta attitudine e sta diventando una brutta abitudine. La soluzione è partecipare. Possibilmente senza prendere parte in versione tifoso, ma partecipare generosamente ed essere accolti altrettanto generosamente. Il mondo dell’arte italiano ha lo stesso problema della politica: non accoglie o, almeno, non sembra accogliente. Negli articoli precedenti abbiamo imparato che l’arte ha bisogno di essere capita, difesa, diffusa e organizzata, e questo non è un optional.

I modelli di gestione, giuridici, economici o gestionali, sono fondamentali. Per cui sono vitali le alleanze, e le prime alleanze di cui l’arte italiana ha bisogno sono quelle con la gente. Proprio le persone comuni, quelle che all’arte si avvicinano soltanto durante le vacanze e vengono truffate nei villaggi turistici, per le stradine dei posti famosi, nelle gallerie commerciali che vendono arredamento ai prezzi della cultura. Ma anche tutti quelli che in vacanza, dai tempi della crisi, non ci vanno, sono alleati preziosi e vitali. Oltre che aventi diritto.

Allora dopo tante analisi sulle mancanze della classe dirigente, sull’arretratezza dei nostri sistemi pubblici che non difendono l’arte con gli strumenti fiscali, è il momento di fare autocritica. L’arte è sempre un linguaggio criptato: se non è un rebus visivo non è arte; se si capisce subito è manierismo, per essere estremamente semplificativi. Allora il nostro compito è esattamente quello di semplificare i linguaggi di comunicazione e divulgazione, di rendere la fruizione e la comprensione delle espressioni evolute più accessibili. Si può fare, Pubblico ci sta provando; un ABC del presente culturale è un dovere. Per allargare la base produttiva di questa industria vitale italiana. Per ampliare il piacere.

Francesco Cascino

Contemporary Art Consulatant