La storia di un popolo, quello argentino, raccontata attraverso murales carichi di ironia, cinismo e critica sociale. Si tratta dell’opera di un artista italiano, conosciuto con lo pseudonimo Blu, che ha realizzato a Buenos Aires quattro murales che ripercorrono la storia recente argentina. Blu, lo chiamiamo così perché ha deliberatamente deciso di nascondere la propria identità, è stato riconosciuto nel 2011 dal periodico britannico The Observer, come uno dei dieci migliori street artists in circolazione. La street art o arte di strada o arte urbana è la modalità con cui molti artisti si esprimono, scegliendo muri ed edifici per comunicare e diffondere un messaggio direttamente tra le strade e i cittadini.

Blu è stato diverse volte in Argentina e durante l’ultimo soggiorno, che si è concluso a gennaio 2012, ha voluto donare alla città di Buenos Aires le sue opere cariche di significati politici. Dopo averle pubblicate sulla sua pagina Facebook, Blu ha ricevuto oltre 150 commenti, di lode e di insulti in egual misura. Le sue opere sono state perciò tanto apprezzate quanto discusse e in alcuni casi anche vandalizzate. Ecco di seguito i “famosi” quattro murales argentini.

Centinaia di persone con gli occhi coperti da una benda che porta i colori della bandiera argentina; a sovrastare la massa di gente, una figura che indossa la fascia presidenziale. Considerando la difficile storia del Paese e la dura dittatura subita, il murales è stato oggetto di intensa polemica, oltre ad essere stato vandalizzato con la parola spagnola Y, che significa E, e un punto interrogativo.

 

Nel secondo murales la scena descrive una grigliata durante la quale, in mancanza di legna, vengono bruciate banconote argentine. Sulla parrilla, la griglia, a cuocere ci sono sei uomini.

La terza rappresentazione mostra invece il pianeta Terra composto da migliaia di tasselli di puzzle; tasselli che si stanno staccando per finire a vagare nell’universo, insieme a corpi umani.

 

L’ultimo murales è intitolato Rio de la Plata, il “fiume d’argento”. Il fiume in questione non è però un corso d’acqua, bensì un fiume di monete che fuoriesce dalle mura di una città che appare densa e compatta, con gli edifici quasi incastrati gli uni sugli altri. Il fiume di denaro sembra “inquinare” l’ambiente naturale circostante.

 

Per approfondire, visita il blog di Blu.