Propositi per il 2013. Primo, comprare una grande quantità di dischi, possibilmente tutti belli. Secondo, spendere il meno possibile nell’acquisto dei dischi. Terzo, contribuire a tenere in vita i negozi di dischi. So già quello che state pensando. Non è che io non veda il conflitto d’interessi inestinguibile tra questi obiettivi per l’anno appena cominciato, e la sfida sarà appunto quella di cercare il miglior punto di equilibrio tra le diverse esigenze. Quindi cercare sul web pezzi di catalogo al minor costo possibile, trovare vinili d’annata sui mercatini, meglio se nei raccoglitori da 10 euro in giù, e privilegiare i negozi per qualche offerta speciale e per i vinili nuovi, che comunque costano parecchio anche su internet. Oppure sbarrare la porta agli ufficiali giudiziari nel giorno del pignoramento. Una di queste due strategie, insomma, caratterizzerà i prossimi dodici mesi. Intanto ripenso agli ultimi acquisti del 2012.

In vinile: The Kinks, “Lola versus Powerman and the Moneyground”, “Arthur oer the Delcine of the British Empire”; The Mountain Goats, “Transcendental Youth”; Led Zeppelin, “Led Zeppelin I”; Fleetwood Mac, “Rumors”; The Pentangle, “Basket of Light”; Mark-Almond, “Other People Rooms”.

In cd: Willy Mason, “If the ocean gets rough”; Led Zeppelin, “II”; Scott Walker, “Scott 4”; Piqued Jacks, “Just a Machine”; Quarzomadera, “L’impatto”; La Bella è la Bestia, “Syndone”; Valeria Caputo, “Migratory Birds”.

In carta: abbonamenti a “Mojo” e “Il Mucchio”; Paul Maher Jr (a cura di), “Tom Waits: il fantasma del sabato sera (interviste sulla vita e la musica”.

 

Prosegue la ricostruzione della mia discografia dei Kinks, con due dischi fantastici: “Lola” l’ho trovato in una copia originale e ben tenuta a un prezzo accettabile, “Arthur” invece è una ristampa ben fatta, anche se non vado pazzo per i doppi Lp Mono+Stereo, che puntano essenzialmente a spillarti qualche euro in più. Del disco dei Mountain Goats ho già accennato nella classificona del 2012, mentre dalla mostra mercato di Pistoia arrivano, tutti a 5 euro, il successone dei Fleetwood Mac, il disco dei Pentangle (che avevo comprato pochi mesi fa in cd) e quello del duo Mark-Almond, da non confondere con Marc Almond, con cui non ha nulla a a che spartire sia musicalmente che per ll’anagrafe. Il dirigibile dei Led Zeppelin mi è costato un po’ di più, e purtroppo lo stato di conservazione del disco originale non è eccellente come sembrava alla vista.

Passando ai compact disc, avevo letto una bella recensione dell’ultimo disco di Willy Mason, dunque ho recuperato questo lavoro precedente, un folk ruvido, sofferto, moderatamente elettrico, che mi ha subito conquistato. I Piqued Jacks (immortalati nella foto che apre questa rassegna) li conosco bene, nel senso che si tratta di una giovane band dalle mie parti che ha pubblicato il suo primo Ep “americano”, prodotto negli States da Brian Lanese. Sono bravi, fanno un funk-rock energico e divertente, ma funzionano anche quando girano verso destra la manopola dell’intensità nei brani più lenti.

Stranamente questo mese ho incamerato e ascoltato diversi dischi italiani. L’album dei Quazomadera mi è stato meritoriamente inviato per l’ascolto: è un rock che non trascura la melodia, punta sui testi e su esecuzioni e arrangiamento assolutamente validi. Stessa provenienza per Valeria Caputo, una folksinger che ricorda un po’ Joni Mitchell e Grace Slick e che ha confezionato un disco pieno di buone canzoni, tanto che sarei curioso di ascoltarla dal vivo. Il progetto “La Bella è la Bestia” è forse il più curioso, e anche ambizioso: il territorio è progressive, con sconfinamenti in ambito opera rock ed evidenti richiami alla grammatica zappiana. E’ un lavoro di genere, ma curato con grande attenzione sotto ogni aspetto, perfino nella splendida confezione apribile del cd.

Infine un capolavoro che ho portato a casa nel mese scorso, e che avevo colpevolmente ascoltato poco e trascurato da molti anni. Facciamo un test: fate sentire questo pezzo di Scott Walker a qualcuno che non lo conosce ma che ama la musica, e poi chiedetegli di datarlo. Se trovate chi indovina il 1969 e non salta in avanti almeno di una quindicina d’anni, avete una bevuta pagata la prima volta che passate dalle mie parti. Oh, niente enoteche: un caffè. Corretto.

di Lorenzo Mei