Vitual Reality è il titolo della mostra allestita al Jonathan LeVine Gallery di New York, le cui opere d’arte sono state realizzate riciclando tavole da skateboard. La creatività è tutta di Haroshi, artista autodidatta giapponese che celebra quest’anno il decimo anniversario nell’utilizzo di skateboard come risorsa primaria per le sue stravaganti opere d’arte.

Ispirato dall’arte del riciclo e dalla sua passione per lo street skateboard, Haroshi ha pensato bene di non buttar via le vecchie tavole da skate, bensì di trasformarle in pezzi d’arte contemporanea.

Le tavole da skateboard sono composte da varie parti: la tavola, i carrelli, le ruote e i cuscinetti, Haroshi le riutilizza tutte.

L’artista gioca inoltre sulla particolarità con cui sono costruite le tavole da skate, da sette a nove strati di materiali diversi come il legno canadese, l’alluminio o la vetroresina. Caratteristiche che oltre a conferire alla tavola maggior resistenza o flessibilità, contribuiscono a creare opere d’arte uniche dalle svariate sfaccettature di luci e colori.

Utilizzando diverse tecniche di lavorazione che spaziano dalla scuola del mosaico in legno, all’universo tech e street, Haroshi ha creato tantissime opere, attivando anche collaborazioni con grossi brand.

Come da antica tradizione degli scultori giapponesi di Buddha, sembrerebbe che Haroshi sia solito nascondere all’interno delle sue opere dei piccoli oggetti, documentabili solo attraverso raggi X.