E’ tempo di Rugby. L’inizio di febbraio ha dato il via al torneo Sei Nazioni, il più importante torneo internazionale di rugby a quindici, e ha visto l’Italia vittoriosa sulla Francia. Il prossimo fine settimana si prosegue con le giornate sportive: l’Italia affronterà la Scozia, la Francia il Galles e l’Irlanda se la vedrà con l’Inghilterra.

Ma senza bisogno di dover aspettare il week end, si continua a parlare di rugby, almeno in Italia, almeno in Lombardia. Questa sera infatti, il Grande Brianza Rugby insieme al Rugby Monza terranno a battesimo una nuova squadra di rugby. La storia di quest’ultima ha avuto inizio non molti mesi fa all’intero del carcere di Monza, i cui detenuti a furia di guardare gli allenamenti che avvenivano nel campo appena “oltre la rete”, hanno iniziato ad appassionarsi a questo mondo.

“Per ora stiamo iniziando a conoscere lo sport e le sue regole, poi progressivamente abitueremo i ragazzi al contatto per portarli a disputare tra un po’ una vera partita”, spiega Alessandro Geddo, giocatore del Rugby Monza e allenatore della squadra del carcere insieme a Francesco Motta, suo compagno di squadra.

Dunque tutto ha avuto inizio accostando “un luogo di dolore e uno di gioia, due mondi diversi, incapaci di ignorarsi, uniti dai valori che la palla ovale incarna e rappresenta”. Così racconta Vittorio Emanuele Parsi nell’editoriale di Avvenire, “perché il rugby non è solo il nostro sport, ma è anche uno stile di vita e dare sostegno a chi ha bisogno di aiuto non è solo un aspetto del nostro gioco, ma è un modo di essere”.

Vittorio Emanuele Parsi è conosciuto come un analista di politica internazionale, ma è anche un appassionato giocatore di rugby e nel pezzo “Rugby, inno alla lealtà” fotografa uno sport “nobile”, ricco di valori che escono dal campo di gioco per trasferirsi nella vita di tutti i giorni.

Di seguito alcune parti della sua riflessione, per introdurvi l’articolo che vi consigliamo di leggere per intero su Avvenire.

Hai la certezza di poter contare sul sostegno di un compagno – sempre – disposto a sacrificarsi per te come tu faresti per lui. Credo sia proprio questo tipo di messaggio che sta avvicinando al rugby tanti neofiti e lo sta trasformando in uno degli sport più seguiti e amati, ampliandone il numero dei praticanti.

 

Il rispetto che impari sul campo, con l’ovale stretto al petto, non ti abbandonerà mai anche fuori dal rettangolo di gioco, e saprai praticarlo anche nei confronti di chi nella vita ha commesso errori magari gravi. Perché se è vero che il rispetto te lo devi conquistare con il coraggio, è altrettanto vero che a chi mostra coraggio il rispetto è dovuto. E cosa c’è di più coraggioso che provare a cambiare una vita sbagliata?