Per diventare regista occorre tanta passione e talento. I mezzi e gli strumenti? Trascurabili. Ce lo insegna Malik Bendjelloul, il regista di Searching for Sugar Man, il cortometraggio che quest’anno ha vinto l’Oscar per il miglior documentario.

Il budget a disposizione per la realizzazione del film si è esaurito quando ancora le riprese non erano terminate. Come fare? Rinunciare a un sogno per mancanza di soldi? Al regista svedese non è neanche venuto in mente di fermarsi, le riprese dovevano continuare e il documentario concluso. Ecco che in aiuto a Malik Bendjelloul è arrivata la tecnologia, che con costi irrisori ha permesso di completare le riprese del film senza comprometterne la qualità.

Sono bastati un iPhone e un’app da 1,79 $ che, attraverso un filtro vintage, ha riprodotto l’effetto di una telecamera Super 8, con la quale è stata girata la prima parte del documentario. Malik Bendjelloul ha rinunciato alle cineprese professionali, allo staff e alle costose pellicole che non poteva permettersi, ed è andato avanti con le risorse a disposizione.

L’innovazione tecnologica ci sta portando verso il futuro, mettendoci a portata di mano strumenti sempre più all’avanguardia, semplici da usare e facilmente accessibili. Oggi questo può bastare per dimostrare il proprio talento e perseguire un sogno, ed è nostra responsabilità prenderne atto e proseguire con il progresso.

Searching for Sugar Man è il primo film girato con un iPhone a vincere l’Oscar. Non è però l’unico nel suo genere: nel 2009 ha avuto la stessa idea la regista Sally Potter con Rage; mentre il regista coreano Park Chan-Wook ha vinto al Festival di Berlino 2011 con il cortometraggio Night Fishing a basso budget, interamente girato con iPhone 4.

Intervista a Malik Bendjelloul che racconta le riprese di Searching for Sugar Man:

Trailer Searching for Sugar Man: