Giocando a pallone si può produrre energia. Basta usare sOccket, il pallone che assorbe l’energia cinetica e la converte in energia elettrica. L’hanno ideato due studentesse dell’Università di Harvard, Jessica Matthews e Julia Silverman, allo scopo di applicare il loro corso di ingegneria, alla necessità di trovare una soluzione per migliorare il mondo.

In molti Paesi poveri del mondo l’elettricità è un lusso, basti pensare che oltre un miliardo di persone non hanno accesso alla corrente elettrica e utilizzano in alternativa lampade al cherosene, generatori diesel e cucine a legna. Inutile dire quanto questi metodi possano essere nocivi alla salute umana, producendo fumi dalla combustione di  carbone e  derivati del petrolio, che effettivamente sono la causa della morte di due milioni di persone all’anno.

SOccket è pensato proprio per migliorare le condizioni sanitarie di quelle persone che non hanno accesso alla corrente elettrica. Basta giocare, tirare calci e far rotolare sOccket, l’energia cinetica prodotta viene accumulata dal pallone per poi essere rilasciata, convertita in energia elettrica. Dopo trenta minuti di gioco, sOccket è in grado di illuminare una lampadina  a LED per ben tre ore.

Insomma, un generatore portatile rivestito da una schiuma resistente all’acqua, che non si sgonfia e non si buca. Attualmente sOccket è stato distribuito nelle zone rurali del Messico e in alcune aree povere degli USA, dalla società Uncharted Play. Si sta però continuando a lavorare sull’ottimizzazione del prodotto, cercando di migliorarne le prestazioni elastiche (non rimbalza tantissimo) e di adattarlo anche a caricatore di batteria per cellulari.

L’idea è sicuramente innovativa e meritevole, ed infatti ha ricevuto plausi da parte dell’ex-presidente americano Bill Clinton, il New York Times, Discovery, TED, e molti altri media.

Nonostante un pallone da calcio non possa rispondere al fabbisogno energetico di intere popolazioni povere, sOccket rappresenta un passo in avanti verso una maggiore efficienza energtica.

Le studentesse di Harvard hanno rilasciato diverse interviste alla stampa, noi riportiamo solo questi due pensieri:

“Stiamo cercando di affrontare il problema del fabbisogno energetico, anche se il nostro progetto dovesse servire solo a far pensare a nuove modalità di portare l’energia in posti come l’Africa; questo è veramente importante.”

“Utilizzare il pallone significa ottenere qualcosa in più, è un simbolo di responsabilizzazione. Si tratta di far qualcosa per la propria felicità sia nel momento in cui si gioca (perché si sta giocando), che per il futuro, alimentando la speranza di un domani migliore.”

 Ecco il video di Uncharted Play che promuove l’iniziativa di fund raising legata a sOccket e ai progetti sociali nei Paesi in via di sviluppo.