In occasione dell’evento Fuori Salone 2013 abbiamo incontrato l’architetto Luca Scacchetti, autore di The View, opera realizzata per la Mostra Evento di Interni Hybrid Architecture e Design, ed esposta insieme ad una serie di installazioni che promuovono l’incontro tra culture differenti e nuove tecnologie. Ne abbiamo approfittato per fargli alcune domande su The View e la contemporaneità della sua opera, ecco cosa ci ha raccontato.

Qual’è l’aspetto contemporaneo del suo progetto?

La forma, a geometria complessa, la grande vetrata che guarda il loggiato del Richini, il grande sbalzo con cui questa struttura si solleva da terra e sembra volare. Tutto è segno di grande modernità che però si coniuga con la tradizione del cortile, con il ‘600.

Con un linguaggio modernissimo si esprime anche l’altro collegamento con la tradizione: la scala interna con livelli diversi è un richiamo alla scala presente nella chiesa del Perdono (interna alla Statale), nella quale si andava a chiedere l’indulgenza plenaria. La chiesa è costruita su più livelli ognuno di essi rappresenta una classe sociale: i nobili erano posizionati a livello più alto, mentre il popolo risiedeva a livello terreno.

La forma è quella di un cannocchiale che si affaccia sulla storia, o su un paesaggio, o su un lago.

Come nasce la forma a cannocchiale?

Ho sognato questa cosa su un lago. Le nostre case devono essere più proiettate a guardare fuori! Sono contro la casa che guarda in se stessa.

Ciò che c’è fuori, in questo caso il loggiato del Recchini, ma anche un bosco o un paesaggio, diventa la quarta parete di un locale. Questo rapporto è oggi possibile grazie alle tecnologie del vetro, dei serramenti che hanno una forte tenuta e non c’è dispersione. E’ possibile costruire case che fanno vivere il rapporto con il paesaggio. Questa cosa l’ho portata avanti per anni nelle ville in Costa Smeralda, diverse dalle restanti ville, in cui le grandi vetrate, con poca pietra intorno, ci fanno vivere il paesaggio.

La forma di The View ci ricorda casa Malaparte..

Casa Malaparte è uno degli esempi più straordinari di architettura! Il concetto è lo stesso: una casa che si deforma in base a quello che c’è fuori. Creare il rapporto molto forte tra l’ architettura e la terra.

Ci parli della struttura a sbalzo.

Quando l’ho mostrata mi è stato detto: lei è matto, non si può fare! Non potendo mettere alcun chiodo in pavimento, la struttura si comporta come una bilancia: un peso forte posto alla base permette il bilanciamento della struttura. Durante l’inaugurazione è stato fatto un concerto in cui erano presenti 150 persone: la struttura non ha fatto una piega.

Tornando al rapporto con l’ambiente circostante…

Un edificio analogo a questo lo sto facendo in Germania: una chiesa che si affaccia a sbalzo sul lago; dietro l’altare una vetrata da dove è possibile vedere questo paesaggio tedesco romantico, incredibile, senza una casa! Per cui si ha una lettura della divinità, la croce, non su un abside chiusa ma su una vetrata che guarda la natura.

Perché la scelta del legno come materiale per la struttura?

La struttura è a pannelli portanti in legno. La Wolf Haus è il più grande gruppo europeo di case prefabbricate. Da loro ho avuto una lezione di organizzazione incredibile: ho avuto un incontro con loro il 5 marzo e in un mese abbiamo fatto lo sviluppo degli esecutivi, organizzazione e realizzazione dell’opera.

Il legno è un materiale riciclabile. E’ legno di forestazione, gli alberi non vengono distrutti ma coltivati per essere utilizzati in edilizia.

Inoltre ci sono delle parti in Zinco, altro materiale assolutamente naturale. La Vmzinc è il più grosso produttore tedesco di zinco europeo. Generalmente utilizzato per le coperture delle chiese, lo zinco è un materiale eterno.

Quando è nata l’idea progettuale?

L’idea progettuale è nata due mesi e mezzo fa. Ma il bello è che non è un’installazione, l’opera è costruita come una casa con le impermeabilizzazioni, con le coibentazioni. Se fosse chiusa davanti sarebbe un edificio a tutti gli effetti in classe A+ (senza bagno).

L’opera ha caratteri di sostenibilità ambientale?

Sostenibilità totale, la classe A+ è la più alta. E’ una casa clima a tutti gli effetti: risparmio energetico al 70% , ovviamente diluito nel tempo. Ha il costo di una casa tradizionale, molto contenuto e compatibile, pari a 1.200,00/1.300,00 euro al mq! Ma già dal primo anno c’è però un risparmio di 600,00/700,00 euro all’anno di riscaldamento.

La risposta del pubblico?

Il pubblico ha dato risposta entusiastica; viene considerata l’installazione più bella del salone, anche da persone impensabili. L’apprezzamento più bello è stato “vorrei avere un terreno per metter su questa cosa qui”! E’ un’opera che crea fascinazione e desiderio, che forse abbiamo bisogno di ritrovare.

Qual è stata la parte più divertente dell’esperienza Salone del Mobile 2013?

È stato lavorare con i tirolesi: sono delle macchine. Sono 27 anni che seguo cantieri ma non ho mai visto gente cosi organizzata. Hanno la simpatia e l’umanità dei cantieri latini ma organizzazione e tempistica al minuto dei cantieri tedeschi. Gente che lavorava dalle 8:00 del mattino alle 10:00 di sera senza interruzione. Sono disponibili ed hanno eseguito il lavoro come se fosse un loro figlio, che doveva venir fuori perfetto.

Una curiosità: l’idea dei volantini

Lo studio ha pensato di fare una colonna di volantini; quando poi è stata realizzata, essa stessa si è un po’ girata. Abbiamo pensato che c’è stata un’intelligenza superiore a comandare la cosa.