Si chiama EVNI ed è un progetto molto affascinante di Umberto Dattola, artista e designer di mobili e complementi d’arredo. EVNI sta per Evento Vivificante Non Identificato, un fenomeno immaginario frutto della creatività di Dattola, che trasformando arredi che furono intimi dei loro proprietari, permette loro di raccontare la storia, i sentimenti e le passioni di questi uomini e donne. L’immaginazione di Umberto Dattola, mostrando questi oggetti post-trasformazione, vuole svelarci e indagare i legami, i sentimenti  tra noi e le cose che accompagnano la nostra vita.

gli oggetti non possono che amarci di un amore particolarissimo, quasi un riflesso del nostro, ma filtrato dall’essenzialità e dalla verità che solo essi, spogliati dalle nostre debolezze, possono esprimere”

Da questa intuizione prendono vita sculture di mobili dalle forme modificate e protese verso l’alto. Il progetto contempla ovviamente una performance narrativa che accompagna ciascun pezzo rivelandone la storia e i vissuti del proprietario.

In EVNI Umberto Dattola esprime l’immaginazione con un progetto a tutto tondo: attraverso l’uso delle tecniche di lavorazione del legno, lo studio delle forme, il design degli oggetti e la narrazione dei racconti di persone.

Ancora non vi è chiaro cos’è un Evento Vivificante Non Identificato? Il modo più semplice ed efficace per comprendere il concetto che vuole trasmettere Dattola, il sentimento delle cose, è immedesimarsi in ciò che lui ci racconta. Nel testo che accompagna le sue opere, l’artista suggerisce questo metodo..

“Possiamo provare a fare un esperimento. A casa o quando ne avrete occasione, accostatevi ad un mobile che dura nel tempo, in silenzio osservatelo con attenzione, cercate di percepire con apertura mentale qualcosa in più della sua presenza fisica, pensate di quanti avvenimenti è stato testimone, a quante persone hanno lavorato per costruirlo, quante l’hanno utilizzato, quanti sentimenti hanno assorbito. Ed ora toccatelo come se questo mobile potesse sentire il vostro tocco, con rispetto ed aspettatene la risposta emozionale. Non avete sentito niente? Sicuri?”

Paula - EVNI

Tra le opere esposte alla Milano Design Week, abbiamo ad esempio, trovato la vecchia cassettiera del Sig. Albrici, che per anni ha accolto, come una confidente, gli sfoghi, i ripensamenti e le sensazioni del suo proprietario, che soleva scrivere su post-it le risposte alle situazioni in cui era rimasto senza parole. Non avendo prontezza di spirito, per alleviare la propria frustrazione, scriveva a posteriori le risposte per conservarle nella sua fidata cassettiera di legno.

Sig. Albrici - EVNI

Abbiamo conosciuto poi la storia della poltrona della signora Iole, domestica nella casa di un avvocato. Una vita spesa nel mandare avanti una casa nell’invisibilità e frustrazione di chi governa una famiglia restando sempre spettatore della vita degli altri. La sera, la poltrona confortava Iole, quando alla fine di una giornata di lavoro, si sedeva al buio con il suo wiskhy e chiudeva gli occhi ricordando e rivivendo intensamente i momenti felici della sua vita. Un profumo, il paesaggio di un luogo, l’affetto per una figlia, l’emozioni di un amante.

La Sig.ra Iole - EVNI

Proseguire a raccontarvi le opere che abbiamo visto significherebbe rovinarvi l’emozione e il piacere di scoprire quale storia e quali sentimenti racconta ciascuna scultura.

Lucien e Marie - EVNI

Sig.ra Pikenz - EVNI

IL Signor Zummo - EVNI

Umberto Dattola inizia il suo percorso professionale ed artistico laureandosi in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Brescia, per diplomarsi subito dopo alla Scuola del Mobile d’Arte di Bovolone (VR).

Umberto Dattola

Agli inizi degli anni 2000 ha iniziato ad acquisire le tecniche di lavorazione del legno, lavorando in diverse falegnamerie del Veneto e della Lombardia, per poi fondare la Sensibili al Legno. Dal 2009 Umberto Dattola disegno e costruisce, principalmente per Clab4design, mobili e complementi d’arredo, a cavallo tra arte e design, ampiamente riportati dalla stampa e blog di settore. Le  sue creazioni hanno partecipato al Fuorisalone ed al Macef di Milano, ad Abitare il Tempo e ad Art Verona, sono state esposte in diverse gallerie d’arte contemporanea.