In Europa si sprecano 90 milioni di tonnellate di cibo, 179 kg di cibo a testa. In Italia il 42% del totale degli sprechi alimentari avviene tra le mura domestiche, stimati a 76 kg pro capite per anno, equivalgono in peso al 25% della spesa.

Inutile dire quanto sia importante dire basta a questo sperperare di risorse e denaro, soprattutto in un momento difficile per tutti, come quello che stiamo vivendo. Fortunatamente anche le pubbliche amministrazioni la pensano così, per questo già centinaia di sindaci hanno firmato la Carta Spreco Zero, con la quale si sono impegnati ad attuare buone pratiche per ridurre gli sprechi alimentari ed energetici comunali.

Per promuovere l’iniziativa di Last Minute Market, spin-off accademico dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, e patrocinata dal Parlamento Europeo – Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale, è in corso la campagna europea Un anno contro lo spreco 2013. Diversi gli eventi e appuntamenti previsti per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di una cultura economica e civile improntata alla sostenibilità e alla solidarietà.

Nei giorni scorsi infatti, si è tenuto a Padova il Forum dei Sindaci a Spreco Zero, un incontro dedicato al dibattito, alla riflessione, e alla condivisione di buone pratiche, a cui hanno partecipato mille sindaci italiani ed europei, firmando la Carta Spreco Zero. Altra iniziativa collaterale è il Progetto FUSIONS Food Use for Social Innovation by Optimising Waste Prevention Strategies, di cui Last Minute Market è partner, che raccoglie 21 istituzioni partners (università, enti di ricerca pubblici e privati, organizzazioni non governative e imprese) da 13 Paesi europei, per dare vita ad una Piattaforma Europea sullo spreco alimentare basata sullo scambio di idee e di informazioni sul tema.

Ma come si traduce poi concretamente, l’impegno di ridurre progressivamente il consumo di risorse e le emissioni nell’ambiente legate alle attività amministrative comunali?

Ad esempio con iniziative che recuperino a livello locale i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo l’intera filiera alimentare, per ridistribuirli gratuitamente ai cittadini con reddito inferiore alla soglia minima. Oppure privilegiare gli appalti pubblici  per i servizi di ristorazione, a imprese che utilizzano prodotti del territorio, e regolamentare le vendite scontate per alimenti vicini alla data di scadenza. Altre iniziative ancora sono corsi di educazione alimentare, economia ed ecologia domestica rivolti ai cittadini, per renderli consumatori consapevoli dell’intero processo che va dall’acquisto allo smaltimento degli alimenti che acquistano.

La Carta Spreco Zero è rivolta a tutti: a chi si occupa di eventi, ristorazione commerciale e collettiva, attività turistiche, attività commerciali in genere, imprese e stabilimenti industriali; praticamente chiunque sia direttamente o indirettamente responsabile del consumo di risorse e di emissioni nell’ambiente.

Le pubbliche amministrazioni si stanno unendo per combattere lo spreco e andare verso uno sviluppo più sostenibile, e noi invitiamo tutti a scoprire di più su Spreco Zero e dove possibile partecipare!

Ecco il video della breve intervista al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che s’impegna a firmare la Carta Spreco Zero: