Vi abbiamo di recente parlato della Carta Zero Spreco, firmata dai sindaci europei che hanno deciso di impegnarsi nella lotta contro lo spreco alimentare ed energetico, e della campagna europea “Un anno contro lo spreco 2013” promossa da Last Minute Market. L’alimentazione è un tema caldo, soprattutto in vista dell’Expo 2015, che sta portando sempre più realtà ad affrontare la problematica dello spreco di cibo, risorse, energia e denaro.

Quindi proseguiamo a parlarne, questa volta riportandovi le soluzioni e iniziative attivate in tutto il mondo! FoodTank, magazine che si occupa di best practices nel mondo dell’alimentazione, ha pubblicato la classifica delle migliori e più innovative soluzioni allo spreco di cibo. Le esperienze provengono da tutto il mondo, persino da Dubai! Gli Emirati Arabi Uniti infatti, sono sicuramente più famosi per lo sfarzo delle loro costruzioni, più che per le pratiche di sostenibilità ambientale; anzi spesso il lusso va a braccetto con alti consumi e smodato impiego delle risorse.

L’Al Maha Desert Resort, uno dei resort più lussuosi di Dubai, ha però iniziato a riciclare gli avanzi dei dolci della colazione, riproponendoli come dessert a cena. Abitudine che permette di evitare lo spreco di cibo, già adottata da molti altri ristoratori, ma assolutamente una novità per le raffinate catene alberghiere di Dubai.

Anche l’Italia si è classificata tra le iniziative globali più interessanti, proprio grazie a Last Minute Market, promotore di “Un anno contro lo spreco 2013”, che ha realizzato il primo sistema professionale in Italia di riutilizzo di beni invenduti dalla Grande Distribuzione Organizzata.

Last Minute Market

Dal Texas arriva invece City of Austin’s Zero Waste Initiative: grazie a una legge varata dal Comune, tutti i ristoranti che superano una certa dimensione sono obbligati a separare i rifiuti di cibo non commestibile da ciò che è ancora riutilizzabile.

In Germania Culinary Misfits è un catering che utilizza esclusivamente ortaggi invenduti in negozi e supermercati perché brutti esteticamente, ma effettivamente buonissimi da mangiare.

Hands for Hunger è un’organizzazione delle Bahamas che raccoglie cibo inutilizzato da negozi di alimentari, alberghi e altre imprese, per poi distribuirlo ai residenti a basso reddito, a vittime di abusi e a pazienti psichiatrici.

Think.Eat.Save è invece un’iniziativa internazionale lanciata dal Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite – UNEP – e dalla Food and Agriculture Organization. Coinvolge consumatori, rivenditori, e ristoratori in interventi per la riduzione dei rifiuti alimentari attraverso campagne e attività che promuovono metodi di conservazione dei cibi, consigli e misure utili per consumatori e famiglie.

Negli States lo spreco alimentare si combatte anche a scuola, con Food Recovery Network, iniziativa lanciata da un gruppo di studenti universitari del Maryland, che raccoglie gli avanzi di cibo della mensa per distribuirli a rifugi locali per senzatetto.

Tutte iniziative che mirano a ridurre gli sprechi alimentari, quindi tutto il cibo che ogni giorno viene gettato perchè avanzato, avariato o esteticamente brutto, e di conseguenza riducono anche rifiuti, consumi e costi. Stiamo andando nella giusta direzione, voi cosa fate per evitare di sprecare cibo??