L’hanno chiamata Eathouse, la casa che si mangia, ma non aspettatevi marzapane, biscotti e caramelle. Pensate piuttosto a pavimenti d’insalata, tetti di fragole e pareti di spinaci! Si tratta infatti di una casa-orto eretta nel De Tuinen van Appeltern, uno dei 200 giardini della città di Appeltern in Olanda.

La casa creata dall’architetto olandese Marijke Bruinsma in collaborazione con Atelier GRAS, è formata da un’impalcatura d’acciaio che sostiene cassette di frutta e verdura a ricoprire pareti e tetto. Ciascuna cassetta non è solo un contenitore, ma un piccolo orto che ospita la coltivazione di ben 65 specie vegetali tra cui lattuga, ravanelli, timo, fragole e spinaci.

In pratica la struttura è interamente composta da tanti mini giardini verticali, come quelli che molti altri architetti e designer hanno progettato su balconi e pareti di edifici. Insomma un piccolo angolo verde, almeno da aprile a settembre, periodo in cui la temperatura permette la coltivazione e fioritura.

Durante la stagione estiva perciò, Eathouse si riempie di visitatori curiosi che possono entrare nella struttura e raccoglierne i frutti, mentre in inverno le cassette vengono tolte e rimane solo l’impalcatura modulare che può eventualmente essere smontata per spostamenti.

I suoi creatori, che si sono ispirati all’orto urbano, spiegano che modificando gli elementi portanti, Eathouse potrebbe diventare un’abitazione permanente, capace di resistere ai cambiamenti stagionali. Chissà se in futuro compariranno nelle città delle Eathouse vivibili oltre che commestibili?