Nella Milano dell’Expo sorge una libreria indipendente, che definire libreria è dire poco. Lì i protagonisti non sono solo i libri, ma anche chi li fa e chi li legge, diventando così laboratorio. E’ per questo che la libreria si chiama Spazio B**K, ma che viene definita anche ‘creatura multiforme’. Come si legge sul sito, Spazio B**K nasce per mettere insieme, a partire dal libro, il guardare e il fare, e li mischia nella sua doppia anima di libreria e laboratorio. Dietro queste parole si nascondono Chiara e Diletta, due libraie appassionate e decise, che con la cultura vogliono mangiare (ma anche divertire, scoprire, giocare, creare…). Le ho incontrate e ho fatto loro qualche domanda.

Come inizia la storia di Spazio B**K?
Inizia su una macchina da cucire, dove Chiara insegnava cucito e Diletta imparava, scoprendo di avere in comune la passione per i libri e per l’artigianato. Perché Chiara di formazione è bibliotecaria e sarta e Diletta libraia specializzata in libri illustrati e di arti applicate.

Chi preferisce oggi una libreria come la vostra alle grandi catene? Come affrontate la concorrenza?
Innanzitutto i lettori forti sono onnivori e frequentano sia librerie specializzate, sia quelle di catena o i supermercati, sia quelle online. Da noi vengono soprattutto coloro che, in modo trasversale ma originale, amano le immagini e l’artigianato (albi illustrati per bambini, libri illustrati, fumetto, grafica, cinema d’animazione e d’essai, arti applicate, art & craft), cercano proposte interessanti e curiose di tutti i tipi, passando attraverso generi diversi dall’illustrato alla narrativa e alla saggistica, sia italiani sia d’importazione, sia nuovi sia usati.
Affrontiamo la “concorrenza” cercando di:

  • coniugare apertura e trasversalità con una proposta molto personale di titoli e corsi selezionatissimi. La libreria è fortemente legata ai nostri gusti personali ma la sfida è rimanere aperte e trasversali, cercando la qualità e la bellezza da Peppa Pig a Gianni Celati, da un corso di giardinaggio a uno di serigrafia;
  • tenere in equilibrio sostenibilità economica e creatività;
  • diversificare l’offerta della libreria rimanendo strettamente legate ai libri: abbiamo un laboratorio dove creare laboratori e corsi, teniamo libri usati e abbiamo una cartoleria artigianale;
  • lavorare su un’esposizione originale e funzionale in libreria e sull’organizzazione dello spazio;
  • lavorare su una comunicazione efficace, significativa e attraente verso l’esterno tramite i social media e una bella grafica. Le nuove tecnologie sono complementari al lavoro di tutte le librerie;
  • usare diversi canali distributivi complementari per ampliare e approfondire l’offerta, dai tradizionali distributori italiani ed esteri, ai rapporti diretti con gli editori, all’acquisto di libri usati, ai siti di vendita on line. Ogni canale, se utilizzato con intelligenza e senza pregiudizi, può essere un buon strumento di ricerca e servizio. Anche in questa ottica le nuove tecnologie sono complementari al lavoro di tutte le librerie;
  • cercare di costruire eventi e progetti in relazione con altre realtà affini, promuovendo e valorizzando il lavoro di tutti i soggetti coinvolti; lavorare in uno spirito di condivisione e progettazione condivisa e non in una logica strumentale;
  • cercare di essere sempre disponibili, consapevoli, elastiche, corrette e trasparenti.

Spazio B**K

C’è chi dice che con la cultura non si mangia. Come gli rispondete?
Che il terziario è l’attività principale di questo paese, al di là del disinvenstimento pubblico per istruzione, arte e cultura; che il lavoro intellettuale e quello manuale possono produrre egualmente valore materiale e immateriale; che la sfida è inventare, selezionare e sostenere imprese, attività e progetti che trasformino la cultura in economia, nel rispetto dei soggetti coinvolti e in una logica di relazione e scambio con altri soggetti pubblici e privati; che due buone letture potrebbero essere La cultura si mangia di Arpaia e Greco e Azione popolare. Cittadini per il bene comune di Salvatore Settis.

Aprire oggi una libreria indipendente è una scelta forte. Da dove nasce la vostra passione per il libro?
Dalla nostra infanzia, dalla nostra formazione scolastica e dalla nostra esperienza tra librerie e biblioteche.

Spazio B**K ha molti titoli e attività dedicate ai bambini. Quanto è importante secondo voi l’approccio al libro durante l’infanzia?
Semplificando molto, i due punti di forza dei libri fin dalla primissima infanzia sono: leggere è un’esperienza affettiva di condivisione e ascolto tra adulto e bambino; leggere (i materiali, le figure e le parole) è un’esperienza libera di osservazione, scoperta, conoscenza, immaginazione, apertura e creatività.

Spazio B**K

Che tipo di lettrici eravate da bambine? Quanto ha contato sulle vostre scelte?
Diletta: Da bambina mamma mi ha sempre regalato libri illustrati più che racconti, mi portava una volta alla settimana in libreria a scegliere un libro da sola, c’era l’appuntamento settimanale del giornalino Miao da tagliare e disegnare. Dalle scuole medie ho smesso di leggere nel tempo libero ma lavorare in una libreria d’arte ha riportato a galla il legame con i libri.
Chiara: La Befana mi portava sempre uno o due libri insieme a qualche caramella. Ho sempre visto leggere intorno a me, sia per studio ma soprattutto per svago. Ho avuto la fortuna a scuola di avere degli insegnanti che hanno alimentato questa mia passione. Per me vacanza significa libro (se poi c’è anche il mare, tanto meglio!).

Domanda di rito: un libro che tutti dovrebbero leggere?
Diletta: Nella notte buia di Bruno Munari.
Chiara: I cavoli a merenda di Sto (Sergio Tofano).

Diletta e Chiara

 

Claudia Oldani