Sulle Filippine si è abbattuto la scorsa settimana il tifone Haiyan. I filippini lo chiamano Yolanda ma i danni che ha arrecato sono conosciuti da tutto il mondo allo stesso modo: devastanti. Infatti si parla di tragedia, di un tifone potentissimo, della distruzione quasi totale della provincia di Leyte, di oltre 10.000 morti.

Tifone Haiyan visto dal satellite

I Paesi di tutto il mondo si stanno mobilitando per raccogliere fondi e mandare aiuti nella regione colpita dall’ennesimo disastro umanitario di origine ambientale. Il supporto consiste principalmente in cibo, kit di prima necessità, beni primari e la forza lavoro di volontari.

Volontari a Tacloban

In questi giorni infatti sono migliaia i volontari e gli operatori che stanno raggiungendo le Filippine per soccorrere le vittime del tifone e aiutare nella ricerca dei dispersi. La novità è che alle migliaia di volontari fisicamente sul campo, se ne sono aggiunti centinaia “virtuali”! Sono gli esperti digitali che si sono messi a disposizione per dare il loro contributo da remoto per fornire informazioni preziose ai soccorritori in loco.

Gruppo di operatori OpenStreetMap

I volontari digitali infatti, sono specializzati nella creazione di cartine geografiche online e stanno già lavorando alla realizzazione di una cartina ultra dettagliata delle zone colpite dal ciclone. Grazie al loro lavoro, è possibile guidare i soccorritori verso le aree abitate – prima dell’arrivo di Haiyan– alla ricerca di sopravvissuti ed eventuali riserve alimentari. Potrebbe sembrare una banalità, ma basta guardare alcune immagini del disastro per rendersi conto che dove è passato il tifone ci sono solo indistinti cumuli di macerie ed è impossibile capire se prima lì ci fosse un centro abitato, un terreno agricolo o qualsiasi altro edificio.

Tacloban, Leyte, Filippine

“Questi volontari svolgono un’attività importantissima per noi perché ci permettono, attraverso una mappatura puntuale dei luoghi in cui sono in corso emergenze, di evitare molto lavoro inutile. Questa è la prima volta che la Croce Rossa collabora ufficialmente con OpenStreetMap, perché i promotori ci hanno chiesto di coordinarli. I nostri operatori sul campo stanno usando decine delle loro mappe, per esempio a Tacloban, e sono essenziali”.

Dale Kunce, ingegnere aerospaziale American Red Cross

Tacloban, Leyte, Filippine

Tacloban, Leyte, Filippine

Dunque un aiuto davvero importante anche quello dei volontari digitali, circa 400 operatori già collaboratori del sito OpenStreetMap, la cui mission è quella di mappare tutti i territori del globo in maniera accurata e puntuale, che si aggiornano e tengono in contatto tra di loro tramite Twitter. Per la prima volta Croce Rossa collabora ufficialmente con OpenStreetMap e per la prima volta viene sfruttata in questo modo la tecnologia digitale a fini di un soccorso umanitario.

Tacloban, Leyte, Filippine

Di fronte a un disastro di simili proporzioni tutti possono –e dovrebbero- fare qualcosa, ciascuno con le risorse che ha a disposizione, e nell’era 2.0 non poteva mancare tra gli strumenti impiegati per far fronte a tale emergenza, la nostra alleata tecnologia. Questo è sicuramente un buon esempio di come è possibile sfruttare le conoscenze dell’uomo in ambito tecnologico in modo responsabile, facendo solidarietà e aiutando chi ha davvero bisognoso.

Clicca qui per vedere le immagini aree colpite dal tifone nel confronto “prima/dopo”

Scopri come puoi aiutare anche tu con le iniziative di Unicef, Oxfam, Croce Rossa, Fondazione AVSI e altre organizzazioni nazionali e internazionali 

DOMENICA 24 NOVEMBRE A MILANO si terrà un concerto il cui ricavato andrà a sostegno delle vittime del tifone.