Scrivania, connessione a internet, linea telefonica, stampante e sala riunioni. Questi gli strumenti base che vengono messi a disposizione negli spazi di coworking, una nuova concezione di ufficio che si sta diffondendo sempre di più in Italia e nel mondo. A cercarli e frequentarli sono prevalentemente liberi professionisti, imprenditori e start up; persone che hanno l’esigenza di uno spazio in cui lavorare ma senza la necessità –o possibilità- di un ufficio fisso.

Avanzi, Milano

Spesso oltre a progetti di breve durata e piccole collaborazioni per cui lo spazio di lavoro è utile solo per un periodo determinato di tempo, si affianca il bisogno di risparmiare sui costi dell’affitto e delle spese di luce, telefono e internet. Ecco che per un architetto, designer, avvocato o giornalista potrebbe essere più vantaggioso scegliere uno spazio di lavoro in condivisione con altre persone, con cui spartire costi e spese. Molti lavoratori autonomi si creano un piccolo ufficio tra le mura domestiche, ma i servizi aggiuntivi che offrono i coworking spesso rappresentano il valore aggiunto dello spazio, che spinge sempre più persone a uscire di casa e a recarsi negli uffici condivisi.

Ne esistono di tutti i tipi, ognuno con il proprio concept che lo caratterizza e distingue dagli altri, ciascuno pensato per rispondere alle esigenze di determinate categorie di lavoratori. Dunque esiste lo spazio dedicato alle attività in ambito tecnologico, quello incentrato sull’imprenditoria sociale, sulla sostenibilità ambientale, quello dedicato ai designer e creativi e persino il coworking per mamme lavoratrici.

Impact Hub Milano

Ovviamente l’idea della condivisione dello spazio quasi in tutti i casi si allarga fino a comprendere la condivisione di idee, progetti, opinioni, competenze ed esperienze tra i vari coworkers che trovano così un ambiente dinamico e ricco di stimoli ed interazione. Niente di più fertile per far crescere sinergie e nuove collaborazioni. In Italia se ne contano circa un centinaio di simili realtà e in particolare si stanno moltiplicando a Milano. Il fenomeno ha attirato l’attenzione di istituzioni ed enti che stanno iniziando a collaborare con tali coworking al fine di creare servizi e progetti utili alla società.

Impact Hub Milano

E così il Comune di Milano, in collaborazione con la Camera di Commercio, ha deciso di mettere a disposizione dei voucher – fino a un valore di 1.500 euro- sia per andare incontro ai professionisti e precari che per incentivare questa nuova modalità di lavorare. L’iniziativa ha riscosso grande successo, infatti in soli tre mesi sono stati assegnati già 111 voucher da utilizzare in uno dei 24 spazi di coworking milanesi accreditati. Per avere un’idea del profilo delle persone che ricercano questi spazi, ecco un po’ di numeri: su 111 coworkers tra liberi professionisti e titolari di imprese singole, 63 sono uomini e 48 donne, l’età media è di 37 anni, e il 32% opera nei servizi, il 29% nella progettazione e il 23% nella comunicazione ed editoria. Non mancano le realtà che si occupano di innovazione tecnologica (9%) e di ambiti formativi e amministrativi (6%). Infine, il 70% dei nuovi coworkers è laureato mentre il restante 30% è diplomato.

Mappa spazi coworking accreditati dal Comune di Milano

“Questi primi dati indicano che la via scelta dal Comune per offrire nuovi strumenti in un mercato in trasformazione ha trovato apprezzamento, soprattutto tra i lavoratori e professionisti tra i 30 e i 45 anni, maggiormente soggetti all’evoluzione del mercato che chiede sempre più flessibilità, competenza, scambio e condivisione dei saperi. Il coworking offre non solo luoghi fisici di condivisione del lavoro, ma anche un sistema di idee aperto che favorisce lo sviluppo di progetti imprenditoriali innovativi”.

Assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico Cristina Tajani

TAG -Talend Garden, Brescia

Come dicevamo, molti di questi spazi condivisi presentano un valore aggiunto, un tratto distintivo che permette ai liberi professionisti di orientarsi sulla scelta di uno spazio piuttosto che un altro. Ecco le mission di alcuni spazi di coworking di Milano.

Impact Hub Milano – è il primo centro in Italia dedicato all’innovazione, all’imprenditoria sociale e alle persone che la promuovono. Uno spazio che prima di tutto è un network internazionale (40 Impact Hub aperti in 6 continenti per un totale di 7000 membri) fatto di imprenditori, creativi, operatori del non-profit, liberi professionisti, esperti di informatica ma anche giovani studenti, accomunati dal desiderio di avere un impatto positivo su Milano e sul mondo.

Impact Hub Milano

Piano C – il primo spazio nato per far incontrare donne e lavoro. Lanciato come una realtà di coworking e servizi per donne e papà, tra cui lavanderia, consegne a domicilio e asilo nido.

Cowo – è lo spazio di coworking che conta 90 location in 54 città italiane, di cui 17 solo a Milano, ciascuno differenziato per la tipologia di professionisti che lo frequentano. Ad esempio c’è lo spazio ipertecnologico in zona viale Monza dedicato all’informatica e all’innovazione tecnologica, quello di via Milazzo, rivolto al mondo della comunicazione, con giornalisti, grafici e web designer, o quello di via Ventura per architetti e designer.

Avanzi – centro di coworking incentrato sulla ricerca per l’innovazione e la sostenibilità ambientale. Lavora in stretta collaborazione con università e centri di ricerca.

TAG – Talent Garden è un ecosistema dove talenti e creativi possano aiutarsi e competere allo stesso tempo: sfidarsi e collaborare, confrontarsi e contaminarsi in modo “naturale”, dando consistenza ed humus imprenditoriale ad a nuove aziende che avranno il terreno migliore per poter crescere, svilupparsi e diventare grandi.

TAG -Talent Garden Milano

«Il coworking è come un bosco, in cui specie diverse tra loro prosperano, coesistono e ognuna rimane indipendente».

«Nessun rischio che il coworking passi, come le mode. Ogni giorno centinaia di persone fanno richiesta di un posto. Quello che serve ora è coinvolgere le istituzioni locali e le scuole. I ragazzi delle superiori devono sapere che il futuro del lavoro è anche questo».

Riccardo Valentino co-autore di Coworkingprogress

Ne esistono molti altri e visto il successo di questa nuova modalità di lavoro, è nato anche Coworking for un motore di ricerca dedicato esclusivamente agli spazi di lavoro in condivisione in Italia. Ancora una volta la crisi attuale diventa stimolo per nuove iniziative e ci ricorda che condividere è una formula vincente.