Regia: Francis Lawrence

Interpreti: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Elizabeth Banks, Liam Hemsworth, Donald Sutherland, Philip-Seymour Hoffman, Stanley Tucci, Lenny Kravitz, Willow Shields

Durata: 2h 26min

 

E’ sempre bello andare al cinema con una certa consapevolezza, una certa misura del film che si andrà a vedere senza troppe aspettative, e uscire dalla sala completamente soddisfatto, conscio del tuo errore di calcolo. In poche parole, se il primo capitolo della saga mi era discretamente piaciuto, di certo non mi sarei mai aspettato un seguito così bello, potente, oserei dire perfetto. Un vero e proprio gioiello. Siamo di fronte a una delle saghe letterario-cinematografiche più amate di sempre da ragazzi di ogni età, e ho il piacere di annunciarvi che questa trasposizione è una delle più riuscite ed efficaci di sempre.

Riprendiamo il filo della trama: Katniss (Jennifer Lawrence) e Peeta (Josh Hutcherson), in quanto vincitori dell’ultima edizione degli Hunger Games, sono in procinto di partire per un tour trionfale nei distretti di Panem, cui seguirà un matrimonio programmato per calmare le acque. Katniss però non è più la coraggiosa ragazzina che ci è capitato di ammirare, bensì un simbolo di rivolta contro il potere, e questa sua fama porterà alla ribellione popolare. Una punizione esemplare verrà architettata per i due, con conseguenze devastanti e perdita di ulteriori vite umane in nome della tirannia, del consenso, del controllo: una nuova e speciale edizione degli Hunger Games sta per cominciare.

Il film è stato prodotto con il doppio del budget rispetto al precedente, e, a causa della defezione di Gary Ross, si è trovato un nuovo regista in Francis Lawrence, già realizzatore di Io sono leggenda, che ha avuto il coraggio di prendere le redini di un meccanismo già sufficientemente oliato e portarlo ai fasti che si merita, annunciando anche un terzo e un quarto –inaspettato- capitolo. Il parco attori si arricchisce di una pedina importante, tale Philip-Seymour Hoffman, sempre prezioso, che si va ad aggiungere al ricco e talentuoso cast già affiatato. La nostra eroina Jennifer Lawrence è sempre più impeccabile, ed è in grado di sostenere un intero film da sola, poco aiutata da Josh Hutcherson il quale è però bravo a interpretare il suo ruolo. Menzione speciale per Donald Sutherland e Lenny Kravitz, che se continua così dovrà abbandonare la chitarra per dedicarsi a un nuovo mestiere davanti alle macchine da presa.

La distribuzione del film è stata eccellente, in quanto nei trailer ufficiali non vi è mai presenza di spezzoni che rovinino la trama, i cosiddetti spoiler. La recitazione è perfetta, così come il doppiaggio, molto ben fatto; effetti speciali, inquadrature, battute a effetto, colpi di scena, sospensione dell’incredulità, coinvolgimento, efficacia, ribellione, credibilità: non riesco a trovare un difetto alla pellicola, che, sui titoli di coda, mostra il simbolo infuocato della ghiandaia imitatrice con in sottofondo una canzone dei Coldplay, “Atlas”, perfettamente calzante.

Il ritmo è sempre elevato, la drammaticità si respira, la violenza è più accentuata rispetto al passato anche se (forse mantenendo sempre un taglio che vada bene per il mondo adolescenziale) ho contato una sola parolaccia in tutto il film, quando in realtà avrebbero potuto esservene molte di più. La saga smette la veste che aveva nel primo capitolo, ossia quella di palese ispirazione nei confronti del fumetto e film giapponese Battle Royale, e indossa una nuova livrea, più adulta, più matura, in linea con la figura di Katniss. Diventa tutto più subdolo, simile a un terribile Truman Show con tanto di storie d’amore costruite ad hoc e scenari artificiali a forma di cupola.

Hunger Games – La Ragazza di Fuoco è un miglioramento sotto tutti i punti di vista: trama, credibilità, azione, coinvolgimento. I fan della serie ideata da Suzanne Collins mi hanno informato che, benché sia stato ovviamente omesso qualche particolare, il film è stato assolutamente fedele al libro, comunque migliore del primo. Aspetterò quindi i successivi capitoli con più trepidazione rispetto alla sensazione che ebbi in seguito alla visione del primo capitolo: un segno, questo, che si è sulla buona strada per concludere più che degnamente il tutto, senza rovinare –come spesso succede- la magia letteraria.

Consigliatissimo.