Non importa quanti caffè hai bevuto, quante ore hai navigato in internet o quanti snack hai mangiato. Ciò che conta veramente è il tempo che passa, e indipendentemente dall’uso che se ne fa, va pagato. Questa la filosofia semplificata del nuovo locale aperto a Londra, lo Ziferblat, che direttamente dalla Russia, si affaccia per la prima volta sul mercato dell’Europa Occidentale.

Il nuovo concept è sicuramente innovativo, ma è qualcosa di più di un locale in cui semplicemente si paga il tempo trascorso all’interno anziché le consumazioni. L’idea nasce dalla tendenza sempre più diffusa all’estero, di utilizzare locali e spazi pubblici come postazioni di lavoro e location per meeting. Complici il wi-fi gratuito e il largo uso di smartphone e tablet.

Il locale perciò si trasforma in uno spazio da usare e sfruttare, non è più solo un bar dove viene offerto un servizio di ristorazione. Infatti i frequentatori sono liberi di mangiare ciò che vogliono, sia ciò che viene offerto dal locale, che un piatto da asporto o addirittura cucinare o scaldare il proprio pasto direttamente lì.

Lo spazio è differenziato in base alle esigenze ed è pensato per ospitare diverse situazioni: c’è una piccola cucina con forno a microonde e stoviglie a disposizione, aree con tavoli e zone “relax” con divani e poltrone.

Nello spazio si puó quindi lavorare, parlare, ballare, cantare, suonare o dipingere! Solo gli alcolici sono severamente vietati. E poi come si paga? All’ingresso, su un grande scaffale, si trovano tante sveglie a disposizione di ciascun visitatore che appena entra ne prende una e la porta sulla propria postazione per prendere nota dell’ora di arrivo e del tempo che passa. Non esiste un tempo minimo o massimo di permanenza, e all’uscita si paga 1,80 sterline all’ora, l’equivalente di circa 2 euro.

Ciò a cui punta il nuovo concept è un modello di impresa sociale, che mira a creare uno spazio condiviso e a stimolare la coesione sociale. Il progetto sembra funzionare e il pagamento per il tempo passato in questo locale vuole essere considerato più come una donazione per far proseguire questo esperimento.

Anche in Germania è stato aperto da pochi mesi un locale simile, Slow Time Caffè, ispirato alla medesima catena russa. In entrambi i casi i cittadini hanno risposto molto positivamente, iniziando a frequentare il locale e a prendersi cura dello spazio autonomamente, ad esempio lavando le proprie stoviglie e sistemando anche le cose usate dagli altri. Insomma, le persone sentono un po’ come proprio lo spazio che condividono e si autoresponsabilizzano.

Ci chiediamo come verrebbe utilizzato un tale spazio in Italia, dove da qualche anno a questa parte è il boom degli spazi di coworking, che spesso si rivelano essere centri per l’innovazione sociale che abbracciano una filosofia simile.

Sicuramente Ziferblat ci piace perché fa pensare a un nuovo senso della frase “il tempo è denaro”, meno associato al profitto e più orientato il sociale!