DOVE: spazio ex Ansaldo – via Tortona, 54

Alessandro Pellarin, socio della Cooperativa sociale Opera in Fiore, mi riceve nel suo spazio espositivo durante la settimana del design. Uomo carismatico e pieno di energie, ha risposto così alle mie domande:

In cosa consiste il progetto della cooperativa sociale che portate avanti?

Si tratta del connubio tra il sociale ed il privato: una società privata ci finanzia, noi lavoriamo un prodotto ed in seguito lo mettiamo in commercio. È un triangolo tra la società Easigroup, il brand ESTT Design e la cooperativa Opera in Fiore. La particolarità sta nel fatto che in questo scambio noi ci occupiamo dell’inserimento sociale di persone in difficoltà, in particolar modo dei detenuti o ex detenuti del carcere di Opera (dove ha sede la cooperativa). Sono loro i protagonisti del secondo ‘step’, sono loro i lavoratori.

 Da chi è nata l’idea?

È partito tutto dall’interno. Noi già ci occupavamo di fornire legno per la liuteria in contatto con il Conservatorio di Milano. Con il tempo è nata la collaborazione con un designer per la produzione di mobili – tutto sempre sull’onda del rispetto dell’ambiente, dell’ecologia e del km zero.

 Chi è l’ideatore di questi mobili?

La sedia, il tavolo ed in particolare la culla – che lanciamo qui al Fuorisalone – sono opera mia. La particolarità? Sono tutti fatti con materiali naturali. La culla Clodine, ad esempio, la si può trasportare ovunque. Non ha elementi in metallo: si monta con la tecnica ad incastro. Non pesa neanche 3kg!

 E questo verde?

Fa sempre parte del programma di reinserimento sociale. La cooperativa in via Ettore Ponti lavora con persone disabili a contatto con la natura.

 È il vostro primo anno al Fuorisalone?

No, però è il nostro primo anno all’ex spazio Ansaldo. L’anno scorso eravamo in via dei Mille e alle Scuderie dell’Arcivescovado.

 

 

Victoria Sandomenico