Virginia Woolf (1882 -1941) è un autore che di solito si incontra tra i banchi di scuola e che poi non si scorda mai più. Scrittrice, saggista, attivista, icona pop e tanto altro: il suo profilo è inconfondibile, le sue quote sono ultra citate (e a volte anche sbagliate: la sua citazione più famosa, For most of history, Anon was a woman, è in realtà I would venture to guess that Anon, who wrote so many poems without signing them, was often a woman), le sue opere lette e discusse ancora oggi in tutto il mondo, ad oltre settant’anni dalla sua morte.

Solo in Italia nel luglio di quest’anno Minimum Fax, casa editrice che della propria chiave contemporanea ha fatto il suo fiore all’occhiello, ha scelto di pubblicare il saggio Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto – Riflessioni sulla scrittura, a cura di Federico Sabatini, in cui sono raccolti brevi passi della stessa Woolf che raccontano le difficoltà del processo creativo, senza dimenticare consigli tecnici e critiche ad altri celebri colleghi. Nel catalogo Minimum Fax si trovano anche altre due perle dedicate alla figura di Virginia: Diario di una scrittrice, libro del 1941, in cui il marito della Woolf, appena divenuto vedovo, seleziona alcuni scritti dal diario della moglie, e il romanzo Vanessa e Virginia di Susan Seller, in cui l’autrice racconta il complesso rapporto delle due sorelle.

Ma cosa cattura ancora il nostro interesse riguardo a questo personaggio? Non sono già state spese mille parole su questa figura così originale per il suo tempo, ed evidentemente anche per il nostro? Leggere le sue opere non è sufficiente.

Nella bellissima prefazione di Diario di una scrittrice, Ali Smith, celebre scrittrice scozzese e grande amante della Woolf, ci parla di un’artista autentica, che ha sempre rifuggito questa definizione. Una donna, prima di tutto, in cui convivevano impulsi contrastanti, ci racconta la Smith, che la portavano da una visione positiva assoluta della vita, fino al suo esatto opposto, ad una negatività in toto.

In realtà il suo diario è una sorta di sforzo di autopersuasione durato una vita intera” spiega la scrittrice, “(…) si rimprovera da sola, esige sincerità da se stessa e usa il diario per darsi dei punti di riferimento saldi quando sta male o ha molto da fare”.

Una personalità complessa che critica e lettori non hanno ancora saputo spiegarsi. A volte il solo portarsi sottobraccio un’opera della Woolf suscita gridolini e domande compiaciute, senza dimenticare il passaggio d’obbligo: le due battute sul libro di Michael Cunningham o sul film di Stephen Daldry Le Ore/The Hours. Oh, Virginia Woolf!

Qui sotto una carrellata di alcune delle copertine più belle con cui potete incantare i passanti.

Per chi invece si dovesse trovare il quel di Londra in questo periodo, segnalo la bellissima mostra Virginia Woolf: Art, Life and Vision alla National Portrait Gallery (10 luglio – 26 ottobre 2014).

La mostra racconta ancora una volta la scrittrice analizzando la sua storia, le sue opere e la sua vita personale. Il materiale, curato dalla biografa britannica Frances Spalding, esplora i tanti volti della Woolf, sia come scrittrice e intellettuale, sia come personaggio pubblico. Tra i vari punti chiave, la mostra non tralascia nemmeno lo speciale rapporto tra la scrittrice e Londra, dove nacque e visse per gran parte della sua vita.

Ritratti, testimonianze, lettere, manoscritti, fotografie e prime edizioni dei suoi libri: ogni oggetto presentato (140 in tutto) sembra aggiungere un frammento alla figura della Woolf, sia come artista sia come donna. E’ interessante come l’opera si mischi alla vita quotidiana, mostrandoci una volta di più la natura complessa della scrittrice.

Tra le tante curiosità, grazie alla New York Public Library è inoltre possibile vedere il bastone da passeggio della Woolf, ritrovato dal marito lungo il fiume Ouse il giorno della sua scomparsa. Era il 1941.

T.S. Eliot and Virginia Woolf by Lady Ottoline Morrell, June 1924 © National Portrait Gallery, London

Virginia and Leonard Woolf by Gisèle Freund, 1939 Estate Gisèle Freund - IMEC Images © National Portrait Gallery, London

Virginia Woolf by Vanessa Bell c., 1912 Estate of Vanessa Bell, courtesy Henrietta Garnett © National Portrait Gallery, London

 

Claudia Oldani