Regia: Luc Besson
Interpreti: Scarlett Johansson, Morgan Freeman
Durata: 1h 29min

Dopo un trailer super energico e grondante di effetti speciali ed epicità, ho deciso che Lucy fosse uno di quei film da non perdere assolutamente: regia di Luc Besson, non un novellino, e interpretato da Scarlett Johansson e Morgan Freeman. Scelgo di vederlo in Imax in modo da godermi ogni singola scena.
Il film catapulta immediatamente lo spettatore in medias res, e ci rende protagonisti della frenesia e dell’indecisione della protagonista: il suo fidanzato le affibbia una misteriosa valigetta da consegnare in un misterioso palazzo. La tensione è alta e, dopo un paio di colpi di scena e qualche sacchetto di droga blu che ricorda la serie televisiva Breaking Bad, nulla sarà più come prima: la violenza di pochi uomini risulterà decisiva per il destino di alcuni disperati, tra cui la nostra Lucy (Scarlett Johansson) a cui però accade qualcosa di particolare: diventa onnipotente. Avendo bisogno di aiuto, interpellerà l’illustre professore Samuel Norman (Morgan Freeman) che è interessato a studiare i meccanismi del cervello dell’ormai super-donna, tra capacità inaspettate e tanta azione e adrenalina.

Gli effetti speciali, però, a mio avviso, non bastano a far decollare un film piuttosto deludente: la trama di fondo sarebbe interessante se fosse sviluppata meglio (un’idea simile possiamo trovarla in Limitless, pellicola del 2011 con Bradley Cooper e Robert DeNiro), i punti oscuri rimangono molti e si uniscono alla superficialità di fondo a cui si ha la sensazione di assistere per tutta la durata dell’opera. Scarlett regge bene la parte, Morgan Freeman sembra esattamente che conduca il suo famoso show di scienza andato in onda per anni su National Geographic, e le asserzioni che vengono fatte non sembrano affatto veritiere. Quando si pensa che il tutto arriverà finalmente a essere spiegato, ecco che il film finisce quando meno ce lo si aspetta, lasciando lo spettatore pieno di dubbi e insoddisfazioni.

Scarlett Johansson e Morgan Freeman in Lucy

Purtroppo Luc Besson ultimamente ha difficoltà a girare film di alta qualità, ed è un peccato pensare che il regista di Le Grand Bleu, Léon e Nikita non sia più in grado di replicarsi. Il pensiero che in realtà il messaggio di fondo sia un altro, ossia una dicotomia fra Lucy/Lucifero, diavolo e anche prima donna esistente, e Dio (la frase finale potrebbe farci pensare a questa evenienza) non viene neanche in mente allo spettatore in quanto il regista non è riuscito a penetrare la mente umana tale da portare il livello e la voglia di conoscenza a un livello successivo; anche il continuo mostrare immagini di film alternate a spezzoni di documentari e percentuali di cervello attivo non riesce a illuminare lo spettatore sul vero significato del film.
In breve, Lucy non mi ha colpito e mi dispiace che da un’idea così non si sia riusciti a ricavare di meglio. Sono dell’avviso, infine, che la parte migliore del film sia il trailer: peccato!

 

Matteo Pozzi