Si chiama Ruben, come il contadino che 50 anni fa morì assiderato in una baracca nella periferia di Milano. Non era un senzatetto, ha passato una vita a lavorare ma era povero, senza diritti, e finì per rimanere senza soldi e senza la possibilità di mantenersi da solo. Oggi la storia di Ruben ha ispirato il nome di un ristorante solidale, dove persone in difficoltà economiche possono cenare al costo simbolico di 1 euro.

Sono passati 50 anni, siamo ancora a Milano e sono ancora tante le persone in difficoltà economiche che si trovano – o rischiano di trovarsi ben presto- nella situazione disagiata in cui si trovava Ruben. Siamo nel 2014 e accanto ai modernissimi quartieri residenziali, tra imprenditori di successo e fashion designer, vivono operai, disoccupati, coppie divorziate, persone anziane, ex-carcerati e malati in forti difficoltà economiche, che ogni giorno fanno i conti con spese e tasse per riuscire a permettersi medicine, vestiti e cibo.

Ecco perché la Fondazione Ernesto Pellegrini ha dato vita a un ristorante -non una “mensa per poveri” che suona meno dignitoso- che in collaborazione con associazioni, parrocchie e volontari selezionerà 500 persone che ogni giorno riceveranno un pasto caldo a un euro. Ernesto Pellegrini, promotore di questa iniziativa solidale, ha voluto in questo modo rendere omaggio al ricordo del suo amico Ruben che sfortunatamente non è riuscito ad aiutare ai tempi in cui l’ha conosciuto. Con questo progetto Pellegrini vuole creare un simbolo di speranza e umanità, ma anche fare un gesto concreto per andare in contro alle necessità di tutti i Ruben che oggi vivono a Milano.

“un bell’esempio della generosità milanese, che nasce da quel senso pratico e da quella capacità unica di mettere la propria storia, il proprio lavoro, le proprie competenze al servizio della propria comunità”

Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano

 

 Ascolta la storia di Ruben e del ristorante solidale nell’intervista a Ernesto Pellegrini su Radio Capital.