Oramai il crowdfunding non ha più segreti per i nostri lettori: lo abbiamo incontrato in diversi contesti, dal Climate Council australiano agli scrittori emergenti di bookabook. Un’interessante applicazione del principio di “raccolta fondi collaborativa” è quella a sostegno di progetti architettonici e servizi urbani (Come si costruiscono le città del futuro) che come nel caso tutto italiano di Slowfunding, coinvolge attivamente i cittadini in progetti di urbanistica.

L’obiettivo è quello di combattere il degrado e l’abbandono di aree ed edifici in disuso, purtroppo molto diffuso nelle periferie e campagne italiane. Con Slowfunding, una piattaforma online offre la possibilità di riattivare immobili di valore instaurando un dialogo tra i proprietari e investitori. Il punto di forza come sempre è la collaborazione, che trasforma elevati costi di ristrutturazione e vendita, in microfrazioni accessibili anche a piccoli e medi investitori.

«Perché non dividere i costi di questi immobili tra più persone in modo da permettere ai piccoli e medi investitori di tornare a investire nel settore immobiliare e salvare gli immobili abbandonati?»

Perché il primo ostacolo contro l’abbandono è proprio la mancanza di fondi utile per ristrutturare o acquistare un immobile. Slowfunding punta su costruzioni come cascine, masserie, edifici di piccoli borghi storici o di città d’arte offrendo la possibilità di un finanziamento alternativo che permette di acquistare parti di soluzioni immobiliari da riattivare, ad una frazione del loro costo.

Con questa modalità di crowdfunding vengono perciò messi in risalto gli interessi della collettività sul recupero di un patrimonio di valore, sottoposti all’attenzione di diversi investitori che unendo le loro forze (e capitali) possono acquistarlo per poi usarne una parte o gestirlo insieme agli altri acquirenti.

«Slowfunding si rivolge a tutti coloro che hanno ancora voglia di investire nell’immobiliare ma con un ticket d’ingresso più basso»

Slowfunding è un altro esempio di come la condivisione e collaborazione può concretamente rappresentare la chiave per creare relazioni produttive, combattere il degrado e valorizzare territorio e comunità.

 

 

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Slowfunding nasce tra Puglia e Basilicata, dall’idea di due architetti e un ingegnere informatico, Lia Brisacani, Innocenzo Langerano e Domenico Dimichino. Il progetto ha vinto l’edizione 2014 di Working Capital Accelerator e, attualmente in incubazione, stanno lavorando sui casi pilota che saranno pubblicati nei prossimi mesi.