La tecnologia incontra ancora l’arte, e dopo le cultural app che permettono alla cultura di esser raggiunta attraverso giochi interattivi, mappe, video e immagini, è la volta dei virtual tour che rendono i musei accessibili al popolo dei cybernauti.

Così senza uscire di casa, è possibile ammirare i ritratti dei Pollaiolo esposti al Museo Poldi Pezzoli, passeggiare tra le suggestioni rinascimentali del Museo Bagatti Velsecchi, o scoprire la storia dell’arte lombarda attraverso le testimonianze pittoriche conservate nel Museo Diocesano.
Questi i tre musei milanesi che hanno aderito all’iniziativa, ma l’accordo con Google Art Project -che ha permesso le riprese a 360° con la tecnologia Street View– è stato stipulato da molti altri musei del mondo. Dunque è possibile proiettarsi anche a Roma, Londra, Parigi o Washington per un tour culturale virtuale!
Nel Google Cultural Institute è possibile inoltre effettuare ricerche di opere, artisti e luoghi, guardare video, leggere schede informative e creare delle gallerie personalizzate.

Certo, trovarsi realmente negli spazi museali è tutta un’altra cosa, perché sono gli odori, il silenzio e le luci che contribuiscono a creare quell’atmosfera capace di trasportarci dentro l’opera e farcene assaporare l’arte. Ma sicuramente il tour virtuale è una novità che può avvicinare un nuovo pubblico al mondo dell’arte ed è uno strumento utile per “sbirciare” i musei che si trovano all’estero, prima di progettare un nuovo viaggio.

Visitate qui il Google Cultural Institute, buon cultural tour 2.0!