L’arte si guarda e si ammira, si scopre, si ascolta, si capisce (non sempre), si respira, si tocca. È proprio vero che tutti i sensi possono essere coinvolti quando si parla di arte, soprattutto nel caso di installazioni dinamiche ed oggetti interattivi.

Zimoun è un artista svizzero che ama lavorare con suoni e movimenti e in occasione della restaurazione del Knockdown Center di New York, ex-fabbrica del ‘900 trasformata in luogo d’arte e musica, ha realizzato una singolare installazione dinamica fatta di vibrazioni, suoni e movimenti.

Si tratta di 250 sottili assi di legno appesi a un soffitto alto 12 metri e liberi di ondeggiare in uno spazio di 930 metri quadrati. Dei piccoli motori elettrici le sollevano qualche centimetro da terra, lasciandole poi andare in modo da far loro colpire il pavimento. Questo processo si ripete a intervalli casuali creando una coreografia irregolare e una cacofonia di tonfi.

“Through this system, all laths are in motion and generate complex visual and acoustic patterns, rhythms and structures,”

Zimoun

L’installazione si può quindi guardare, ascoltare ed è anche possibile attraversarla, spostandosi tra la moltitudine di asticelle di legno, in un concerto di tonfi e vibrazioni ritmate.

Ma non è l’unica “architettura sonora” realizzata dall’artista svizzero, insieme all’architetto Hannes Zweifel infatti, Zimoun ha firmato anche l’installazione realizzata al Mannheimer Kunstverein Gallery in Germania.

Si tratta di 81 scatole di cartone, dei cubi di 70cm3, sospese in aria grazie a fili di nylon collegati a dei motori elettrici. Anche in questo caso, quando i motori vengono azionati, i fili si tirano con intensità variabile e in direzioni diverse. La loro vicinanza provoca urti e sfregamenti dando luogo a un effetto domino accompagnato da suoni e rumori molto particolari. Anche in questo caso i modelli acustici e visivi generati sono molto semplici ma sempre diversi.

Infine c’è “Windswept”, letteralmente “scompigliato dal vento”, l’installazione cinetica dell’artista americano Charles Sowers realizzata sulla facciata del Museo Randall di San Francisco. In questo caso sono le 612 banderuole d’alluminio, montate sulla parete esterna dell’edificio, a roteare con l’ausilio del vento.

Le banderuole non si muovono tutte insieme, ma sono indipendenti tra loro, permettendo di visualizzare il punto in cui soffia il vento, il suo flusso e il modo in cui interagisce con l’edificio. Charles Sower ha prodotto altre installazioni cinetiche, sempre focalizzate alla comprensione di fenomeni normalmente invisibili e “inosservati”.

 

source: Dezeen