Classe 1984, origini bergamasche ma trapiantata a Milano, Roberta Ravasio è un’illustratrice poliedrica, che non si tira indietro davanti alle sfide. Dopo gli studi presso la Scuola del Fumetto, conclusi nel 2007, la nostra si è dedicata alla grafica, alle riviste, alle App e allo studio del giapponese (sì esatto). Ma il suo pallino resta la narrazione per l’infanzia in tutte le sue forme; ed ecco allora spuntare la fiaba in ogni sua creazione. Un punto di vista davvero singolare e, visto che noi le fiabe le amiamo, abbiamo deciso di farle qualche domanda.

Ciao Roberta, grazie per dedicare un po’ del tuo tempo a noi di ChomeTEMPORARY. Partiamo dalla tua identità di illustratrice: sul tuo sito scrivi “nel mio lavoro sono sempre alla ricerca della meraviglia nelle immagini che creo e che vedo”. Ci racconti meglio questo concetto? 

Ciao, grazie a voi per la bella opportunità. Ogni volta che vedo delle illustrazioni che mi colpiscono, cerco di capire cosa in effetti ha attirato il mio sguardo su quelle immagini. La maggior parte delle volte è l’atmosfera, l’uso dei colori, il messaggio che l’immagine vuole dare. Anche io stessa, quando lavoro ad una mia illustrazione, cerco di farmi guidare dall’istinto e dall’ispirazione. Lo scopo è ricreare la meraviglia – che è poi la meraviglia che abbiamo tutti dentro.

Nelle tue creazioni c’è molta delicatezza, leggerezza: le figure sono morbide, i colori pieni. Come definisci il tuo stile?

Avete toccato un tasto importante per noi illustratori: lo stile. Io non riesco a dare una definizione del mio stile, perché ho molte contaminazioni che mi influenzano; penso siano gli altri a dire che stile ho. Comunque la vostra interpretazione mi piace. Fin dal liceo dicevano che avevo uno stile etereo, morbido; quindi penso che abbiate colto la sostanza.

PonYo sulla scogliera - Roberta Ravasio

Dai tuoi lavori emerge chiaramente una forte attenzione e curiosità per la fiaba. Credi che il racconto delle fiabe sia un passaggio obbligato per la formazione del bambino? Qual era la tua fiaba preferita da piccola?

Assolutamente sì. La fiaba è molto importante, sempre, non solo quando si è bambini. Anche al mio bambino che ha tre anni ne racconto tutte le sere. La mia fiaba preferita.. Sono più di una e le ricordo soprattutto per le immagini. Mi piaceva Il gigante egoista. Ricordo esattamente mia nonna che me la leggeva. Però ho una predilezione per la letteratura per ragazzi: Il giardino segreto, La piccola principessa, Heidi, Piccole donne..

Si dice che l’adulto che concentra la propria professione sul mondo dell’infanzia in realtà compia questa scelta più per amore e affezione verso la propria infanzia che per i bambini stessi. Cosa ne pensi? È così anche per te?

Forse è vero, forse no: penso sia soggettivo. Nel mio caso sono vere entrambe le cose; prima di diventare mamma, questa era una scelta dettata dalla passione per l’arte dell’illustrazione e del disegno in generale. Ora che sono diventata mamma – e non sono più solo una figlia – oltre alla passione c’è anche l’amore per i bambini e il loro mondo.

Matrimonio - Roberta Ravasio

Abbiamo visto le bellissime prove di copertina per Cime tempestose e per Jane Eyre. Che rapporto hai coi grandi classici? Qual è il tuo preferito?

Adoro i classici, sia per adulti che per ragazzi. Trovo che ci sia un mondo pieno di ideali e bei sentimenti, che oggi forse sono un poco in disuso. Nei libri mi ricreo un secondo universo, li sento miei e ne sono pure gelosa. Il mio preferito per ragazzi è indubbiamente Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett; mentre Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen è il preferito tra i classici per adulti. Per ora! Perché leggo, leggo sempre.

"Cime tempestose", "Jane Eyre" - illustrazioni di Roberta Ravasio

Ci racconti i progetti su cui stai lavorando ora?

Ne ho in testa mille, ne inizio cento e porto avanti solo quelli che valgono. Ora sto lavorando alle copertine dei classici, come avete già detto, e ad un piccolo libro in un formato inusuale, che parla di uno zainetto rosso veramente molto speciale.

Quale progetto rappresenta per te il sogno nel cassetto e quale non faresti mai e poi mai?

Il sogno nel cassetto? Poter scrivere ed illustrare una storia tutta mia; ma anche illustrare i classici per ragazzi sarebbe un’emozione. Nella mia carriera non avrei mai immaginato di illustrare monumenti, brouchure di medicinali, puzzle o App per gli smartphone, e invece… Mai dire mai! Anzi, bisogna vedere le sfide come degli stimoli. Ogni campo ha le sue regole, quindi lavorando a 360 gradi continuo ad arricchire e completare le mie conoscenze.

Sogni - Roberta Ravasio

La nostra domanda di rito è “un libro che tutti dovrebbero leggere”; per te diventa: un libro da illustrare assolutamente?

Che domandona, sono troppi i libri belli da leggere e da illustrare. Rimango nel mio mondo e scelgo Il giardino segreto.

Roberta Ravasio, illustratrice

Se Roberta vi è piaciuta, continuate a seguire le sue storie qui.

Claudia Oldani