L’innovazione tecnologica ci spinge sempre di più all’interazione e all’esplorazione sensoriale, creando nuovi mondi e nuove dimensioni dove dare libero sfogo alla creatività umana.

Si è partiti dalle immagini tridimensionali, con la primissima diffusione in ambito cinematografico negli anni Cinquanta, perfezionata sempre di più nel corso degli anni, fino a raggiungere il mercato della grande distribuzione attraverso i televisori (e occhialini) 3D. Quella che potrebbe essere considerata l’evoluzione del 3D, è la realtà virtuale: una simulazione della realtà che permette di navigare nel cyberspazio, interagendo con gli oggetti in esso presenti. In questo caso la tecnologia sfruttata è quella del computer e console per videogiochi; bastano uno schermo, dei sensori per il movimento e l’accesso al web.

Un’ulteriore evoluzione della realtà virtuale è la realtà aumentata di cui tanto si sente parlare e che lentamente si sta diffondendo attraverso il digital e il mobile. Per molti ancora non è chiaro di cosa si tratta e quali siano le sue applicazioni. Possiamo definire la realtà aumentata -Augmented Reality– una tecnica digitale che permette di arricchire di informazioni multimediali ed elementi virtuali, la realtà. Ecco perché si chiama “aumentata” perché è una sorta di potenziamento di ciò che normalmente percepiamo come realtà. In questo caso occorre uno smartphone con GPS e collegamento a Internet, oppure computer dotati di webcam e/o sensori. Un paio di anni fa è partito il programma Google Glass, che ha portato alla progettazione e produzione di occhiali con realtà aumentata.

Per intenderci, ecco la cosa più semplice che si può realizzare con la realtà aumentata:

Dal 3D, alla realtà virtuale, fino alla realtà aumentata, l’innovazione ci apre nuovi mondi, anche se fino ad oggi ciascuna di queste tecnologie, passato l’entusiasmo iniziale per la novità, non hanno trovato grande spazio sul mercato. Anche se sembrerebbe che il mondo della realtà aumentata stia trovando diffusione nell’ambito della pubblicità e marketing, dopotutto si tratta di coinvolgere il consumatore, di permettergli di ricavare più informazioni e dettagli accurati, attraverso un’interazione tutta nuova e anche un po’ divertente.

Per esempio Live Portrait permette di animare i fotoritratti degli album scolastici. Aggiungendo un elemento video, basta avvicinare lo smartphone alla foto per “far parlare” il soggetto ad esempio in una breve videointervista.

Un’altra applicazione in corso di sperimentazione a Expo 2015 è l’etichetta alimentare intelligente, basata sulla realtà aumentata che grazie a uno smartphone permette di sapere moltissime cose sul prodotto che si sta acquistando, dalla filiera di produzione alla distribuzione e perfino smaltimento.

Ecco l’esempio del catalogo Ikea in realtà aumentata:

Ancora, alcune aziende utilizzano le caratteristiche della realtà aumentata per fare pubblicità o per raggiungere potenziali clienti attraverso nuovi canali. È il caso di Tesco che ha pensato di sfruttare i tempi di attesa della metropolitana koreana permettendo alle persone di acquistare i prodotti virtualmente per poi farseli spedire direttamente a casa.

Infine, ecco che cosa succede alle fermate dell’autobus di Londra: